Ancora una volta è Classico vs. Moderno

Alla domanda se abbia importanza una educazione classico-umanistica per essere in grado di determinare nuovi possibili scenari di architettura nell'era digitale, Marcos Novak, il promotore dell'architettura liquida risponde:

ClassicoDigitale


Pozzo di Palazzo d'Accursio, Bologna - Modello e render di S. Garagnani (2007)

"La divisione fra classico-umanistica e nuovo-radicale è falsa. Ci sono momenti nella storia in cui ciò che ora consideriamo classico era considerato visionario tanto quanto quello di cui stiamo parlando. C'è bisogno di una educazione umanisitica per conoscere Giordano Bruno, ma Bruno era considerato così radicale per i suoi tempi che fu mandato al rogo in Campo dei Fiori. Quello che un'educazione classica ti può dare è un contesto e una prospettiva. Le idee appaiono come pietre che rimbalzano sull'acqua con un intervallo di decenni o secoli. Un precursore di qualche idea può venire fuori dallo spazio e dal tempo, e le similitudini fra concetti possono essere impressionanti. Nel 14° secolo il compositore e teorico Johannes Cicconia scrisse che il succo del problema della musica è lo scontro fra il discreto e il continuo, o quello che chiameremo fra numero intero e numero naturale, o determinismo e caso con le parole di John Cage. L'intera nozione di design algoritmico è già contenuta nell'architettura classica, dove un sistema regolato di relazioni definisce il tempio nella sua interezza e nei suoi più piccoli dettagli, in modo tale che cambiando l'ordine o il raggio di una colonna si verifica un effetto come di fremito d'acqua che coinvolge l'intero edificio; ciò si verifica allo stesso modo in cui il variare di un valore in una cellula si propaga a tutte le cellule a lei interconnesse. Per cui la risposta è sì."

Quando il calcolo diventa retrò...

MacBook Pro

Ormai da più di un mese sono diventato uno switcher, ovvero nella mia pratica professionale sono passato dal sistema Windows con tutti i suoi pregi e difetti a qualcosa di più serio ed "Unixoso", nello specifico OsX 10.4 su macchine Apple. L'acquisto di un nuovo MacBook Pro mi sta dando davvero svariate soddisfazioni, ma non mi ha impedito di riflettere ancora una volta su come i progressi nel mondo dei calcolatori si siano drammaticamente succeduti nel corso di questi pochi ultimi anni. Non è un mistero che io mi occupi per quanto mi è possibile anche di retrocomputing, ovvero la nobile arte di conservare la memoria, in tutti i sensi, di quei dispositivi di calcolo che il tempo condannerebbe altrimenti all'oblio dell'obsolescenza.
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Allegro non troppo

La mia passione per l'animazione non è mai stata un mistero. Mi è capitato così di gustarmi un film cult del 1977, la risposta italiana al disneyano Fantasia, e cioè Allegro non troppo, di Bruno Bozzetto. Poter osservare come venivano creati i fotogrammi, senza tanti tecnicismi digitali, bensì a colpi di matita e acetato è qualcosa di affascinante. Trovare poi tradotto in disegni veramente molto appassionati uno dei miei pezzi classici preferiti, il Valse triste di Sibelius, è stata una sorpresa enorme ed apprezzatissima. Un grazie a Patrizia per il bel regalo! Trovo comunque estremamente significativo come una produzione di oltre trenta anni fa, sia ancora così fresca dal punto di vista grafico ed espressivo, a dimostrazione che la creatività nasce prima di ogni altra cosa dalla mente, poi passa per lo strumento che la rappresenta.