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	<title>TC Weblog</title>
	<subtitle>The new computer-generated architectural frontier!</subtitle>
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	<updated>2009-12-19T18:03:25+01:00</updated>
	<author>
	<name>SiliconSimon</name>
	<uri>http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</uri>
	<email>simone.garagnani@tcproject.net</email>
	</author>
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	<rights>Copyright (c) 2009, Authors of TC Weblog</rights>
	
	
	
	<entry>
		<title>In memoria del Prof. Carlo Mezzetti</title>
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		<updated>2009-12-13T17:14:00+01:00</updated>
		<published>2009-12-13T17:14:00+01:00</published>
		<id>tag:tcproject,2009:tcweblog.114</id>
		<link rel="related" type="text/html" href=""  />
		<summary type="text">A pochi giorni dalla scomparsa del Prof. Mezzetti, un semplice pensiero rivolto ad uno dei maestri del disegno di architettura che abbiamo avuto la fortuna di conoscere ed ascoltare presso il nostro ateneo.




Carlo Mezzetti nella lezione tenuta nell'Aula Magna della Facoltā di Ingegneria a Bologna (maggio 2008).</summary>
        <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=114"><![CDATA[
                <p>
A pochi giorni dalla scomparsa del Prof. Mezzetti, un semplice pensiero rivolto ad uno dei maestri del disegno di architettura che abbiamo avuto la fortuna di conoscere ed ascoltare presso il nostro ateneo.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/mezzetti.jpg" style="border:1px solid" title="Carlo Mezzetti nella lezione in Aula Magna ad Ingegneria a Bologna." alt="Carlo Mezzetti nella lezione in Aula Magna ad Ingegneria a Bologna." class="pivot-image" /></p>

<p>
Carlo Mezzetti nella lezione tenuta nell'Aula Magna della Facolt&agrave; di Ingegneria a Bologna (maggio 2008).</p>
		]]></content>
		<author>
			<name>Simone</name>
		</author>
	</entry>
	
	
	
	<entry>
		<title>&quot;Architettura in Pixel&quot; finalmente in libreria.</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=113" />
		<updated>2009-12-12T10:51:00+01:00</updated>
		<published>2009-12-12T10:51:00+01:00</published>
		<id>tag:tcproject,2009:tcweblog.113</id>
		<link rel="related" type="text/html" href=""  />
		<summary type="text">E' disponibile da ieri in libreria il mio primo libro, "Architettura in pixel - Elementi di informatica grafica nella rappresentazione architettonica", con una presentazione di Roberto Mingucci e dopo una fase di stampa attuata a tempo di record dal mio editore (che ringrazio sinceramente).




Architettura in pixel costituisce un compendio di nozioni destinate a
chi si avvicina per la prima volta all'utilizzo di strumenti, tecniche
e programmi informatici general purpose, che possono
trasformarsi con profitto in efficaci utensili espressivi da utilizzare
durante le varie fasi del progetto di ingegneria ed architettura.</summary>
        <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=113"><![CDATA[
                <p>
E' disponibile da ieri in libreria il mio primo libro, &quot;<strong>Architettura in pixel - Elementi di informatica grafica nella rappresentazione architettonica</strong>&quot;, con una presentazione di Roberto Mingucci e dopo una fase di stampa attuata a tempo di record dal mio editore (che ringrazio sinceramente).
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/cover.jpg" style="border:1px solid" title="Architettura in Pixel" alt="Architettura in Pixel" class="pivot-image" /></p>

<p>
Architettura in pixel costituisce un compendio di nozioni destinate a
chi si avvicina per la prima volta all'utilizzo di strumenti, tecniche
e programmi informatici <em>general purpose</em>, che possono
trasformarsi con profitto in efficaci utensili espressivi da utilizzare
durante le varie fasi del progetto di ingegneria ed architettura.</p><p>
Scaturito da diversi anni di insegnamento presso la Facolt&agrave; di Ingegneria dell'Universit&agrave; di Bologna, questo volume raccoglie i concetti di base esposti durante le lezioni nei corsi di Disegno dell'Architettura ed Informatica Grafica, destinati ad un utilizzo consapevole dei pi&ugrave; diffusi pacchetti digitali per la manipolazione e la creazione di contenuti grafici nella progettazione assistita.
</p>
<p>
Quattro anni or sono, ho iniziato a seguire le esercitazioni degli allievi del corso di Informatica Grafica presso la Facolt&agrave; di Ingegneria a Bologna; per me, che ho avuto come maestri del disegno il Prof. Alberto Pratelli ed il Prof. Roberto Mingucci, comunicare i fondamenti del &ldquo;nuovo strumento&rdquo; agli iscritti del primo anno di Universit&agrave; &egrave; stato come una sorta di passaggio di consegne, che ha portato non solo una grande responsabilit&agrave;, ma anche un piacere sottile, percepibile attraverso gli incontri in aula o per i corridoi con quegli studenti che, con la loro curiosit&agrave; e il loro desiderio di confronto, mi hanno insegnato ed ancora mi insegnano a scoprire il potenziale che la rappresentazione digitale racchiude.
</p>
<p>
Ho deciso cos&igrave; di comporre tutti gli appunti e le dispense preparate nel tempo in una sorta di <em>ouverture</em>, preludio indirizzato a coloro i quali affrontano da novizi la tematica della grafica elettronica in architettura ed in ingegneria. Questo insieme di nozioni di base &egrave; un invito a naturali approfondimenti successivi, guidati da una consapevolezza generale della materia che questo testo ambirebbe trasmettere.
</p>
<p>
I concetti e le procedure, pi&ugrave; che i comandi, dovrebbero essere la chiave interpretativa per queste pagine, dal momento che l&rsquo;informatica applicata &egrave; s&igrave; fatta di algoritmi e programmi mutevoli nel tempo, ma &egrave; allo stesso tempo conservativa nei suoi indirizzi teorici.<br />
Quanto esposto nel libro non risulta pertanto fruibile solamente con programmi commerciali come AutoCAD di Autodesk o Photoshop di Adobe, pur essendo stati questi presentati come strumenti dalla diffusione oramai pervasiva negli studi professionali e nella pratica di progetto.<br />
Mi auguro che chi legger&agrave; il volumetto possa trarne ispirazione per alimentare il fuoco della creativit&agrave; che l&rsquo;era digitale esalta, sfruttando quanto offre la cultura informatica e riparandosi dalla presunzione di sostituirla alla forza ideativa propria dell&rsquo;uomo, e non della macchina, che da sempre origina l&rsquo;architettura del costruito.</p>
		]]></content>
		<author>
			<name>Simone</name>
		</author>
	</entry>
	
	
	
	<entry>
		<title>Simulazione della voce cantata in San Vitale</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=112" />
		<updated>2009-10-22T13:23:00+01:00</updated>
		<published>2009-10-22T13:23:00+01:00</published>
		<id>tag:tcproject,2009:tcweblog.112</id>
		<link rel="related" type="text/html" href=""  />
		<summary type="text">Come trasmesso in anteprima nelle scorse settimane sul social network Facebook, il clip di simulazione per gli studi acustici e luminosi condotti nella Basilica di San Vitale, a Ravenna.</summary>
        <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=112"><![CDATA[
                <p>
Come trasmesso in anteprima nelle scorse settimane sul social network Facebook, il clip di simulazione per gli studi acustici e luminosi condotti nella Basilica di San Vitale, a Ravenna.
</p>
<div style="text-align: center">
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</div></p>
		]]></content>
		<author>
			<name>Simone</name>
		</author>
	</entry>
	
	
	
	<entry>
		<title>UP! Available in stereoscopic 3D</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=111" />
		<updated>2009-10-18T15:08:00+01:00</updated>
		<published>2009-10-18T15:08:00+01:00</published>
		<id>tag:tcproject,2009:tcweblog.111</id>
		<link rel="related" type="text/html" href=""  />
		<summary type="text">Come ormai tradizione (mi č sfuggita solamente la recensione personale di Wall-E), riporto sulle pagine del blog la mia opinione sull'ultimo lungometraggio di casa Pixar, Up. Il film, che ha aperto quest'anno la prestigiosa kermesse a Cannes, č il decimo nato degli studios di Emeryville, presentato sia nella versione originale bidimensionale, sia in quella stereoscopica 3D, per cui l'aggiornamento non mi ha particolarmente impressionato, limitandosi principalmente ai fondali.</summary>
        <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=111"><![CDATA[
                Come ormai tradizione (mi &egrave; sfuggita solamente la recensione personale di Wall-E), riporto sulle pagine del blog la mia opinione sull'ultimo lungometraggio di casa Pixar, Up. Il film, che ha aperto quest'anno la prestigiosa kermesse a Cannes, &egrave; il decimo nato degli studios di Emeryville, presentato sia nella versione originale bidimensionale, sia in quella stereoscopica 3D, per cui l'aggiornamento non mi ha particolarmente impressionato, limitandosi principalmente ai fondali. <br />
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/pixar-up-frame1.jpg" style="border:1px solid" title="Up!" alt="Up!" class="pivot-image" /></p>I fondali sono un elemento particolarmente riuscito: la fotografia infatti &egrave; stata estremamente curata, con un draping come sempre eccezionale e uno studio della luce sugli shader molto accurato. La &quot;prospettiva aerea&quot; di leonardesca memoria, apprezzabile nella stereoscopia della sala cinematografica, &egrave; esaltata da un superbo uso del colore, che diventa parte integrante del flusso narrativo. Per il giovane Carl Fredricksen (che diventer&agrave; il simpatico vecchietto ispirato da Walter Matthau e Spencer Tracy nel corso della storia) la vita insieme alla moglie &egrave; piena di colore e luce, poi con l'avanzare dell'et&agrave; e la perdita di Ellie il quadro assume tinte pi&ugrave; fosche, atmosfere pi&ugrave; neutre, fino al tripudio di colori improvviso prima dei palloncini, che lo condurranno alla sua nuova vita avventurosa in Sudamerica, poi dell'uccello Kevin, co-protagonista del racconto. Gli scenari in esterna sono una pioggia di elementi parametrico-generativi scriptati, dalla folta vegetazione della foresta sino alla distesa rocciosa desertica prima delle &quot;cascate Paradiso&quot;. <br />
Dal punto di vista tecnico, RenderMan e Marionette non smentiscono la loro fama, utilizzati con la consueta maestria dai ragazzi di Emeryville. La cinematica dei personaggi ha raggiunto una maturit&agrave; che personalmente ritengo possa essere vantabile solo da Pixar. Le geometrie antropomorfe sono complesse e molto meno cartoon, sebbene credo che alcuni modelli siano stati recuperati da lavori precedenti come autoreferienziazione (ho notato somiglianze evidenti ad esempio nella madre adottiva del piccolo Russel, a fine storia, con la Elastigirl degli Incredibili, o l'uccello Kevin che ricorda il protagonista del corto &quot;For the birds&quot;).<br />
La sceneggiatura , volenti o nolenti, &egrave; in tutto e per tutto Disney. Ecco quindi quel perbenismo moralista che pervade un po' in lungo e in largo il racconto, anche se gli argomenti della vita e della morte, dello scorrere della vita tra amore e perdita, sono trattati con una poesia che li rende commoventi ma nel contempo quasi leggeri, quasi mete da conseguire per dare un senso all'esistenza. Up &egrave; il primo film Pixar a mia memoria dove ho visto comparire a schermo del sangue o rappresentare la morte (non citer&ograve; dove e perch&egrave; per chi non avesse ancora gustato questo capolavoro!): Russel, il giovane co-protagonista dai tratti asiatici, &egrave; il classico esempio Disney del bambino che deve crescere senza la figura del genitore ma che trover&agrave; nell'anziano scorbutico un nuovo padre.<br />
Le gag poi sono gustosissime: per citarne solo un paio, la rana trattata come una radiosveglia, o il dirigibile parcheggiato nello spazio disabili di una gelateria.<br />
Ancora una volta grazie John Lasseter, non ci resta che attendere Toy Story 3, per tornare ancora una volta bambini.
		]]></content>
		<author>
			<name>Simone</name>
		</author>
	</entry>
	
	
	
	<entry>
		<title>SGI Octane III</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=110" />
		<updated>2009-09-23T22:20:00+01:00</updated>
		<published>2009-09-23T22:20:00+01:00</published>
		<id>tag:tcproject,2009:tcweblog.110</id>
		<link rel="related" type="text/html" href=""  />
		<summary type="text">dal sito web SGI: "Octane III takes high performance computing out of the data center
and puts it at the deskside. It combines the immense power and
performance capabilities of a high-performance cluster with the
portability and usability of a workstation to enable a new era of
personal innovation in strategic science, research, development and
visualization. In contrast with standard 2P workstations with only eight cores and
moderate memory capacity, Octane III&amp;#39;s superior design permits up to 80
high-performance cores and nearly 1TB of memory. Octane III
significantly accelerates time-to-results for over 50 HPC applications
and supports the latest IntelŪ processors to capitalize on greater
levels of performance, flexibility and scalability. Pre-configured with
system software, cluster set up is a breeze".  Magari le venderanno anche al supermercato...</summary>
        <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=110"><![CDATA[
                dal <a href="http://www.sgi.com/products/servers/octaneIII/" target="_blank" title="Octane III">sito web SGI</a>: &quot;Octane III takes high performance computing out of the data center
and puts it at the deskside. It combines the immense power and
performance capabilities of a high-performance cluster with the
portability and usability of a workstation to enable a new era of
personal innovation in strategic science, research, development and
visualization. In contrast with standard 2P workstations with only eight cores and
moderate memory capacity, Octane III&#39;s superior design permits up to 80
high-performance cores and nearly 1TB of memory. Octane III
significantly accelerates time-to-results for over 50 HPC applications
and supports the latest Intel&reg; processors to capitalize on greater
levels of performance, flexibility and scalability. Pre-configured with
system software, cluster set up is a breeze&quot;.  Magari le venderanno anche al supermercato...
		]]></content>
		<author>
			<name>Simone</name>
		</author>
	</entry>
	
	
	
	<entry>
		<title>Augmented Reality con Google Earth</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=109" />
		<updated>2009-09-17T19:07:00+01:00</updated>
		<published>2009-09-17T19:07:00+01:00</published>
		<id>tag:tcproject,2009:tcweblog.109</id>
		<link rel="related" type="text/html" href=""  />
		<summary type="text">I ricercatori del  Georgia Institute of Technology hanno utilizzato immagini tridimensionali tratte da Google Earth per aggiungere video live allo scenario. L&amp;#39;aggiunta di riprese reali ai modelli generati al computer č un tipo di tecnologia conosciuta come augmented reality.
I ricercatori statunitensi stanno per rilasciare un  paper sul loro lavoro, ma al momento hanno giā rilasciato un video su YouTube per mostrare alcuni risultati.</summary>
        <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=109"><![CDATA[
                <p>
I ricercatori del  Georgia Institute of Technology hanno utilizzato immagini tridimensionali tratte da Google Earth per aggiungere video live allo scenario. L&#39;aggiunta di riprese reali ai modelli generati al computer &egrave; un tipo di tecnologia conosciuta come <a target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Augmented_reality">augmented reality</a>.
I ricercatori statunitensi stanno per rilasciare un  paper sul loro lavoro, ma al momento hanno gi&agrave; rilasciato un video su YouTube per mostrare alcuni risultati.
</p>

<div style="text-align: center">
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</div>
		]]></content>
		<author>
			<name>Simone</name>
		</author>
	</entry>
	
	
	
	<entry>
		<title>CityEngine 2009.2: Sustainable Urban Planning of Megacities</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=108" />
		<updated>2009-09-17T00:13:00+01:00</updated>
		<published>2009-09-17T00:13:00+01:00</published>
		<id>tag:tcproject,2009:tcweblog.108</id>
		<link rel="related" type="text/html" href=""  />
		<summary type="text">Zürich, Switzerland &amp;ndash; September 15th, 2009 &amp;ndash; Procedural Inc. today announced the CityEngine 2009.2, the latest version of its groundbreaking software for the fast creation, visualization and analysis of large 3D cities. The software is used by high-profile companies such as Foster+Partners, Microsoft, Navteq, Boeing, IBM, Thales, Blizzard, Square Enix, etc. and was awarded Killer Technology 2009 by 3D World magazine.</summary>
        <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=108"><![CDATA[
                Z&uuml;rich, Switzerland &ndash; September 15th, 2009 &ndash; Procedural Inc. today announced the CityEngine 2009.2, the latest version of its groundbreaking software for the fast creation, visualization and analysis of large 3D cities. The software is used by high-profile companies such as Foster+Partners, Microsoft, Navteq, Boeing, IBM, Thales, Blizzard, Square Enix, etc. and was awarded Killer Technology 2009 by 3D World magazine.<p>
Procedural Inc., an innovative software company located in Zurich, Switzerland, is creator of the world&rsquo;s foremost procedural modeling technology. With the CityEngine, Procedural Inc.&rsquo;s graphics experts have developed a radically different 3D application that allows professional users in entertainment, architecture and urban planning to efficiently design cities. <br />
 <br />
&quot;<em>CityEngine 2009.2 introduces significant improvements in performance and overall stability</em>&quot;, says Pascal Mueller, CEO Procedural Inc. &quot;<em>Furthermore, with the integration of map projection standards and corresponding accuracy enhancements, the CityEngine is now, together with its unique reporting functionality, the perfect tool for sustainable urban planning such as accurate simulation and evaluation of new city developments.</em>&quot;
</p>
<p>
High resolution samples <a href="http://www.procedural.com/company/press_room" target="_blank" title="Procedural">here!</a></p>
		]]></content>
		<author>
			<name>Simone</name>
		</author>
	</entry>
	
	
	
	<entry>
		<title>Il sogno non muore mai!</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=106" />
		<updated>2009-07-29T18:41:00+01:00</updated>
		<published>2009-07-29T18:41:00+01:00</published>
		<id>tag:tcproject,2009:tcweblog.106</id>
		<link rel="related" type="text/html" href=""  />
		<summary type="text">Dal blog Commodore Today del 27 luglio 2009:


"Redwood Shores, California. Oracle today announced that they would open
source the recently acquired AmigaOS. Yesterday, Oracle took possession
of the OS. The announcement of the sale to Oracle from Commodore was
conducted during a press conference held on Thursday by Commodore CTO,
Bill Herd and Oracle CEO, Larry Ellison".


Grazie a Guido per la segnalazione!</summary>
        <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=106"><![CDATA[
                <p>
Dal blog <a href="http://commodoretoday.blogspot.com/2009/07/oracle-open-sources-amiga-os-desktop.html" target="_blank" title="Commodore">Commodore Today</a> del 27 luglio 2009:
</p>
<p>
&quot;Redwood Shores, California. Oracle today announced that they would open
source the recently acquired AmigaOS. Yesterday, Oracle took possession
of the OS. The announcement of the sale to Oracle from Commodore was
conducted during a press conference held on Thursday by Commodore CTO,
Bill Herd and Oracle CEO, Larry Ellison&quot;.
</p>
<p>
Grazie a <a href="http://www.kill-9.it" target="_blank" title="_Zen_">Guido</a> per la segnalazione!</p>&quot;In a press statement, Oracle said that by open sourcing the AmigaOS,
they would allow the community of devoted fans to develop and drive the
future of the desktop OS. Oracle also admitted that there own reasons
for obtaining the AmigaOS were for technologies to integrate into their
own Solaris server OS, not to continue development of a desktop OS.
Chief among these features being the highly regarded Amiga Multitasking
Virtualization (AMV) technology. Oracle is thought to be leveraging
this technology to enhance their own xVM virtualization technologies
and to increase their share of the lucrative server virtualization
market &ndash; to better compete against VMWARE and IBM. This technology
should also see its way into the open source VirtualBox, Oracle stated.<br />
<br />
While this open source strategy is new for Oracle, it is not new for
SUN, who was recently acquired by Oracle. SUN open sourced Solaris and
the result was Open Solaris. Oracle seems to have assimilated this
strategy within their culture and is doing the same for AmigaOS. Online
Amiga fan site comments have been mostly positive. After the sale of
AmigaOS to Oracle, many Amiga owners wondered about the OS&rsquo;s future.
One commenter, AmigaGuy, on the AmigaTech discussion board left this
comment.<br />
<blockquote>
	&ldquo;It&#39;s about time. Amiga has always been superior to every
	other operating system on the market. Oracle has done the right thing
	by allowing it to live and thrive in the open source community. It&#39;s
	just a matter of time before it gets ported to run not only on MOS
	Technology CPUs but Intel as well. We&#39;ll all be building and running
	AmigaOS by this time next year!&rdquo; 
</blockquote>
 After more than 20 years, it seems that the <a target="_blank" href="http://www.amigaforever.com/">AmigaOS cannot die</a>&quot;.
		]]></content>
		<author>
			<name>Simone</name>
		</author>
	</entry>
	
	
	
	<entry>
		<title>E-Zine Ingegneri.cc</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=105" />
		<updated>2009-07-04T17:23:00+01:00</updated>
		<published>2009-07-04T17:23:00+01:00</published>
		<id>tag:tcproject,2009:tcweblog.105</id>
		<link rel="related" type="text/html" href=""  />
		<summary type="text">Come alcuni di voi miei fedeli lettori giā sanno, sono recentemente entrato a far parte del comitato scientifico della rivista on-line di Maggioli Editore "ingegneri.cc - tecnica, cultura, progetto", che fa capo a questo sito web. Vi invito a visitare il portale per registrarvi gratuitamente ed usufruire dei contenuti, davvero molto interessanti.</summary>
        <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=105"><![CDATA[
                <div>
Come alcuni di voi miei fedeli lettori gi&agrave; sanno, sono recentemente entrato a far parte del comitato scientifico della rivista on-line di <span class="il">Maggioli</span> Editore &quot;ingegneri.cc - tecnica, cultura, progetto&quot;, che fa capo a <a href="http://www.ingegneri.cc" target="_blank" title="Ingegneri">questo sito web</a>. Vi invito a visitare il portale per registrarvi gratuitamente ed usufruire dei contenuti, davvero molto interessanti. 
</div><div>
Notoriamente il taglio delle pubblicazioni <span class="il">Maggioli</span>
&egrave; estremamente tecnico e rivolto ad un target principalmente di
professionisti operanti sul territorio nazionale. Nello specifico, la
e-zine che vorrei presentare in questo post, &egrave; una pubblicazione
curata proprio da <span class="il">Maggioli</span> e a cadenza
pi&ugrave; o meno mensile. Si tratta di una rivista digitale dalle tematiche monografiche,
che spaziano da aspetti normativi a tecnici e culturali, legati
sempre al mondo dell&rsquo;edilizia e dell&rsquo;ingegneria.
</div>
<div>
Il
mio invito dunque, per coloro i quali risultassero interessati, &egrave;
quello di scaricare gratuitamente on-line la rivista, che nell&#39;ultimo numero di giugno tratta di rischio sismico e protezione del patrimonio storico artistico italiano.
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		<author>
			<name>Simone</name>
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		<title>Jim Clark e il premio alla sua visione</title>
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		<updated>2009-07-03T12:46:00+01:00</updated>
		<published>2009-07-03T12:46:00+01:00</published>
		<id>tag:tcproject,2009:tcweblog.104</id>
		<link rel="related" type="text/html" href=""  />
		<summary type="text">Jim Clark č stato il fondatore di Silicon Graphics Inc. e di Netscape nei gloriosi anni della grafica e di Internet 1.0: quest&amp;#39;anno č stato uno dei quattro vincitori di SDForum 2009 Visionary Award. il prestigioso premio viene riconosciuto a tutte quelle figure che con la loro visione hanno permesso ad un qualche progetto di impresa di diventare importante. Il riconoscimento č giā stato assegnato negli anni scorsi a personalitā molto note come ad esempio Bill Gates, John Chambers, Diane Greene, Carol Bartz, Ray Ozzie, Donna Dubinsky, Michael Moritz and Walt Mossberg.
Interessante il discorso fatto da Jim Clark in merito all&amp;#39;importanza dell&amp;#39;Universitā, in particolare di Stanford, sulla capacitā di incentivare, sopportare, e sviluppare le idee d&amp;#39;impresa dei giovani.</summary>
        <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=104"><![CDATA[
                <p>
Jim Clark &egrave; stato il fondatore di Silicon Graphics Inc. e di Netscape nei gloriosi anni della grafica e di Internet 1.0: quest&#39;anno &egrave; stato uno dei quattro vincitori di SDForum 2009 Visionary Award. il prestigioso premio viene riconosciuto a tutte quelle figure che con la loro visione hanno permesso ad un qualche progetto di impresa di diventare importante. Il riconoscimento &egrave; gi&agrave; stato assegnato negli anni scorsi a personalit&agrave; molto note come ad esempio Bill Gates, John Chambers, Diane Greene, Carol Bartz, Ray Ozzie, Donna Dubinsky, Michael Moritz and Walt Mossberg.<br />
Interessante il discorso fatto da Jim Clark in merito all&#39;importanza dell&#39;Universit&agrave;, in particolare di Stanford, sulla capacit&agrave; di incentivare, sopportare, e sviluppare le idee d&#39;impresa dei giovani.
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			<name>Simone</name>
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