La politica commerciale di Autodesk non è chiarissima. I loro sales manager invitano i professionisti affezionati da anni ad AutoCAD a migrare verso prodotti più verticali come Revit, che con il suo approccio BIM (Building Information Modeling) rappresenta un modo nuovo di concepire in maniera parametrica il flusso di lavoro in edilizia. Tuttavia le "menti pensanti" californiane hanno deciso di riscrivere per il 90% il codice di AutoCAD per lanciare una release 2007 piena di novità e sorprese."BIM is what we all expected computer-aided design (CAD) to be, but now we know it requires information standards to be productive. Fortunately, we now have both information standards and software companies that support and empower them (fonte AIA)". Autodesk supporta il BIM con la loro famiglia di software Revit. Un modo nuovo di concepire la progettazione architettonica dove il flusso produttivo si confonde con quello creativo in un unico stream. Risorse apparentemente concentrate verso questo tipo di prodotto dunque: tanto che chi volesse acquistare oggi una licenza AutoCAD singola, si vedrebbe proporre l'acquisto in bundle di Revit o ADT, non essendo più supportata la vendita di Acad come pacchetto singolo. Allora come mai le prime reviews di AutoCAD 2007 parlano di un software quasi completamente riscritto, con l'aggiunta di nuove opzioni mirate alla progettazione ed alla modellazione 3D esclusiva?
Autodesk ha acquistato Alias, coprendo la propria mancanza di software verticali legati all'industrial design (Inventor non è minimamente paragonabile a Studiotools); si può dire che ormai si trova in una posizione di monopolio per quanto riguarda la commercializzazione di programmi professionali di progetto. Quindi come mai da un lato Autodesk sembra voler rinnovare il panorama di programmi e dall'altro continua a sviluppare codici che sembra considerare obsoleti? Ai posteri l'ardua sentenza...
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