Il lupo perde il pelo... ed è per giunta poco sveglio!

Qualche anno anno fa, ho scritto di plagi e furti di proprietà intellettuale ad opera di sedicenti assegnisti e ricercatori nel mondo universitario, denunciando le nefandezze dei soliti due "furbetti del dipartimentino" in merito alla divulgazione di materiali prodotti da me e da Pasquale Squillace. A distanza di un paio d'anni, mi duole constatare che le cose non sono affatto migliorate, anzi c'è stata una vera e propria proliferazione di quella che può essere definita la "sindrome cinese della copia creativa".

Questo mi porta a riflettere e a far riflettere chi legge queste pagine, su un paio di questioni...

In questi giorni è stato pubblicato un volumetto (del quale mi riservo di divulgare una critica accurata su queste stesse pagine non appena lo avrò letto per intero) che nelle pagine 21, 90, 91, 102, 104, 105, 117, 121, 124 e 151 riporta miei lavori senza citarmi minimamente, aggiunti ad una serie di rielaborazioni di miei modelli tridimensionali goffamente renderizzati.

Illustrare in digitale

 

Non essendo questo un atteggiamento nuovo da parte dell'autore ancora una volta non posso fare a meno di sottolineare due aspetti curiosi: primo fra tutti il fatto oggettivo che indirettamente posso vantarmi di aver fatto un buon lavoro, essendo stato così ampiamente pubblicato e diffuso pur senza gloria, in secondo luogo non posso nascondere la mia seria preoccupazione. Una autentica ansia per meglio dire, che vede nella preparazione del personale docente in fieri che ricorre a queste strategie bibliografiche, una pochezza di contenuti davvero disarmante.

Attribuzione mendace di diritto intellettuale

 

Da quando ho avuto la possibilità di trasmettere quel poco di bagaglio culturale che negli anni ho accumulato, a chi era disposto ad ascoltarmi, ho sempre pensato che comunicare sapere è una responsabilità oltre che un dovere. Responsabilità di confrontarsi continuamente con la comunità scientifica nell'umiltà di apprendere per condividere, e non ostentare. Responsabilità di presentare il proprio lavoro nel dinamismo di una continua maturazione. Rielaborare continuamente gli stessi contenuti o assumersi la paternità di lavori altrui non va certamente in questa direzione. Come possiamo augurarci, se questa è la via che molti percorrono, che quella componente educativa che abbiamo l'onere di considerare venga positivamente trasmessa a chi da noi apprende? Non so purtroppo darmi una risposta...

Titoli di coda: a distanza di due anni il sito dell'Università di Ferrara - Ingegneria è ancora uguale, mentre le immagini a pagina 104 del libricino riportano il mio nome nel percorso a schermo del file rappresentato (una gloriosa immagine di Maya su IRIX ai tempi d'oro per i più curiosi). Consiglio pertano una rumorosa sveglia, di quelle della nonna con le campanelle ai lati, almeno per sistemare a proprio vantaggio le immagini! Eh lupo lupo...

Pubblicato il Martedì, 21 Aprile 2009 19:19

  
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