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		<title>TC Weblog</title>
		<link>http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.html</link>
		<description>The new computer-generated architectural frontier!</description>
		<language>it</language>
		<managingEditor>simonegaragnani@tcproject.net</managingEditor>
                <copyright>Copyright 2011</copyright>
		<generator>Pivot Pivot - 1.40.7: 'Dreadwind'</generator>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 13:48:23 +0100</pubDate>
		<ttl>60</ttl>
		
		
		
		
		<item>
			<title>John Lasseter in Milan</title>
			<link>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=138</link>
			<comments>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=138#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <p>
Luned&igrave; scorso ho avuto la fortuna di accedere al parterre del Teatro dal Verme a Milano, in occasione della serata di <a href="http://www.meetthemediaguru.org/index.php/11/john-lasseter-a-milano-e-il-battito-della-rete-globale/" target="_blank" title="MTMG">Meet the Media Guru</a> che ha visto come ospite <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Lasseter" target="_blank" title="Lasseter">John Lasseter</a>, deus-ex-machina di <a href="http://www.pixar.com/" target="_blank" title="Pixar">Pixar</a>. In seguito a qualche sollecito (vero Federico? :) ), pubblico volentieri qualche mio commento sull'evento.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/dsc_6460.jpg" style="border:1px solid" title="John Lasseter" alt="John Lasseter" class="pivot-image" /></p>
<p>
Dopo <a href="http://www.meetthemediaguru.org/index.php/john-lasseter-storify/" target="_blank" title="Rehearsal">alcune prove</a>, quello che &egrave; andato in scena alle 21.17 di luned&igrave; scorso a Milano &egrave; stato un evento mediatico importante, caratterizzato da una grande partecipazione fisica (<a href="http://milano.mentelocale.it/34317-john-lasseter-folla-al-dal-verme-per-il-guru-pixar/" target="_blank" title="Folla">si parla di 3000 persone fuori dal teatro e 1000 all'interno!</a>) e virtuale attraverso i social network, le chat e lo streaming audio/video in diretta.&nbsp;&nbsp;
</p>
<div style="text-align: center">
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</object>
</div>
<p>
Lasseter ha presentato al pubblico presente in sala (<a href="http://www.nonconvenzionale.com/2011/11/22/meet-the-media-guru-fail/" target="_blank" title="Failures">in streaming molto &egrave; stato invece oscurato</a>) un ideale workflow di Pixar attraverso gli anni, partendo dal suo primo lavoro da studente e, passando per Luxo Jr., sottolineando come il digitale non soppianti l'arte del disegno tradizionale bens&igrave; ne sia&nbsp; una naturale estensione. Lo show infatti &egrave; stato occasione per inaugurare la mostra dei lavori grafici dietro a 25 anni di Pixar, esposizione che ho avuto la fortuna di gustarmi lo scorso gennaio a Oakland, a pochi chilometri dal quartier generale di Lasseter e soci.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/dsc_6445.jpg" style="border:1px solid" title="Tickets" alt="Tickets" class="pivot-image" /></p>

<p>
Nonostante molti problemi organizzativi (la calca per entrare nonostante le pre-registrazioni on-line &egrave; stata animalesca), devo ammettere che ascoltare Lasseter a pochi metri da me &egrave; stato 
emozionante e trovare posto insieme ad alcuni amici nelle primissime 
file &egrave; stato un colpo di fortuna enorme.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/dsc_6453.jpg" style="border:1px solid" title="Lasseter" alt="Lasseter" class="pivot-image" /></p>&nbsp;
</p>
<p>
Qualche parola la merita il corto presentato in anteprima italiana da Lasseter stesso e per il quale non &egrave; stato possibile fare foto o filmati (le &quot;guardie&quot; in sala erano piuttosto attente).&quot;<a href="http://www.pixar.com/shorts/sf/index.html" target="_blank" title="Small fries">Small fries</a>&quot;, cortometraggio<a href="http://www.cineblog.it/post/32231/small-fry-prima-clip-per-il-nuovo-corto-di-toy-story" target="_blank" title="Small fries"> ispirato ai personaggi di Toy Story</a> &egrave; davvero simpatico e ricco di citazioni, come sempre accade nei lavori Pixar.&nbsp;
</p>
<p>
Per il resto, mi sono fatto la personalissima idea che avremo delle sorprese tecniche a breve da Pixar. Perch&egrave;? Avete visto <a href="http://www.youtube.com/watch?v=OMGFCmy352M" target="_blank" title="Brave">queste cinematiche</a>?</p> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">138@http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</guid>
			<category>Computer_Design</category>
			<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 13:06:00 +0100</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Autodesk BIM Conference 2011</title>
			<link>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=137</link>
			<comments>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=137#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <p>
Lo scorso 16 novembre si &egrave; tenuta a Milano l'edizione 2011 della BIM Conference, <a href="http://www.autodesk.it/adsk/servlet/pc/index?siteID=457036&amp;id=17804979" target="_blank" title="BIM Conference 2011">evento organizzato da Autodesk</a> nel suggestivo scenario del 31&deg; piano del grattacielo Pirelli. Mi unisco pertanto <a href="http://www.bimworld.net/2011/11/bim-conference-2011/" target="_blank" title="BIM World">alle recensioni</a> che sono state diffuse in rete inerenti il workshop. 
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/img_0437.jpg" style="border:1px solid" title="BIM Conference 2011" alt="BIM Conference 2011" class="pivot-image" /></p>&nbsp;
</p>
<p>
Gli interventi di Elisa Bacchi di Tecnimont, dell&rsquo;assessore ai Lavori Pubblici di Brescia, Dott. Labolani, e del Dott. Lei di CMB Costruzioni hanno sottolineato, se ancora ce ne fosse bisogno, come l'approccio BIM sia una realt&agrave; sempre pi&ugrave; presente nella cultura del progetto industriale ed architettonico.&nbsp; Nonostante esistano ancora delle criticit&agrave; (quelle che il prof. Angelo Ciribini dell'Universit&agrave; di Brescia ha definito nel dibattito a seguire &quot;fragilit&agrave;&quot;) legate soprattutto alla complessit&agrave; dello scambio informativo tra gli attori del processo edilizio, il Building Information Modeling &egrave; diventato uno strumento manageriale oltre che di progetto, operando in quelle fasi dove il controllo dell'errore implica correzioni meno onerose rispetto alle varianti in cantiere.
</p>
<p>
Il dibattito finale, moderato dalla dott.ssa Donatella Bollani de ilSole 24 
Ore con la partecipazione dell'Ing. Maurizio Milan di Favero&amp;Milan, ha visto la partecipazione di un illuminante Arch. Bellicini del Cresme, che ha presentato con esperienza da relatore navigato dati inquietanti e purtroppo veritieri, fotografia di uno scenario economico mondiale dalle tinte forti. Anche l&rsquo;Ing. 
Giacobazzi, presidente di OICE ha evidenziato come gli strumenti attuali consentano vantaggi e controlli dettagliati, auspicati pure dall'Arch. 
Alberto Pavan che nel contesto del progetto Innovance pone il tema della certificazione di progetto e progettista al centro della discussione.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/img_0460.jpg" style="border:1px solid" title="BIM Conference 2011" alt="BIM Conference 2011" class="pivot-image" /></p>&nbsp;
</p>
<p>
Da apprezzare che le tematiche abbiano spaziato da casi di studio 
concreti a valutazioni di natura critica nei confronti dell'approccio 
BIM, senza scadere in una promozione commerciale che sarebbe potuta 
apparire scontata e che al contrario ha mostrato ancora una volta come Autodesk sia leader non solo nella tecnologia ma anche nella diffusione della cultura BIM.
</p>
<p>
Un doveroso ringraziamento va all'arch. Gianluca Lange (Industry Sales Manager AEC di Autodesk) per l'invito all'evento e la collaborazione che mi auguro possa instaurarsi nei prossimi mesi.</p> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">137@http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</guid>
			<category>Architecture, Engineering</category>
			<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 17:45:00 +0100</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Building Information Modeling - Le nuove tecnologie per l’architettura</title>
			<link>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=136</link>
			<comments>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=136#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/bim_web.jpg" style="border:1px solid" title="BIM a Bologna" alt="BIM a Bologna" class="pivot-image" /></p>
<p>
E' prevista una giornata di workshop presso l'aula magna della Facolt&agrave; di Ingegneria, a Bologna, il 23 novembre 2011. 
L&rsquo;incontro verter&agrave; sugli strumenti della progettazione integrata e sulle strategie attraverso le quali questi possono ottimizzare il flusso di lavoro nelle costruzioni, validarne la qualit&agrave; realizzativa e consentire notevoli risparmi economici nelle varie fasi del processo edilizio. 
</p>
<p>
Il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Building_information_modeling" target="_blank" title="B.I.M.">Building Information Modeling </a>si candida come strategia di progettazione che aspira ad essere molto pi&ugrave; di un mero strumento di scambio informativo: esso si configura come un metodo olistico e coordinato per assistere i tecnici progettisti, i committenti, i decision makers, i manutentori e tutti coloro i quali partecipano attivamente al processo costruttivo. Nel workshop queste tematiche verranno dapprima affrontate sotto l&rsquo;aspetto teorico, al quale far&agrave; seguito un approfondimento pratico nel quale saranno presentati alcuni modelli digitali trattati con software B.I.M. ALLPLAN, di Nemetschek.</p><p>
<strong>Programma del workshop:
</strong>
</p>
<p>
ore 15.00
<br />
<strong>Registrazione partecipanti</strong><br />
E' possibile registrarsi on-line a <a href="http://137.204.132.110/workshop_bim/registrazione.html" target="_blank" title="Registrazione on-line">questa pagina.</a>
</p>
<p>
Ore 15.30
<br />
Apertura dei lavori
<br />
<strong>Marco Gaiani
</strong><br />
<sup>Direttore del Dipartimento di Architettura e Pianificazione Territoriale
</sup>
</p>
<p>
Modera
<br />
<strong>Roberto Mingucci
</strong><br />
<sup>Universit&agrave; di Bologna
</sup>
</p>
<p>
Ore 15.50
<br />
<em>&ldquo;Il Building Information Modeling: i vantaggi della modellazione digitale integrata&rdquo;
</em><br />
<strong>Stefano Cinti Luciani
</strong><br />
<sup>Universit&agrave; di Bologna
</sup>
</p>
<p>
Ore 16.15
<br />
<em>&ldquo;L&rsquo;interoperabilit&agrave; nella strategia B.I.M.:
approccio analitico multidisciplinare e progettazione condivisa&rdquo;
</em><br />
<strong>Simone Garagnani
</strong><br />
<sup>Universit&agrave; di Bologna</sup>
</p>
<p>
Ore 16.40<br />
Pausa lavori
</p>
<p>
Ore 17.00
<br />
<em>&ldquo;La piattaforma ALLPLAN di Nemetschek&rdquo;
</em><br />
<strong>Giorgio Antrone
</strong><br />
<sup>Serteco Srl &ndash; Nemetschek Italia
</sup>
</p>
<p>
Ore 18.00
<br />
Dibattito finale e chiusura lavori.</p> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">136@http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</guid>
			<category>Architecture, Engineering</category>
			<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 16:39:00 +0100</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>DISEGNARECON - STRUMENTI DIGITALI PER LA MODELLAZIONE D'ARCHITETTURA</title>
			<link>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=135</link>
			<comments>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=135#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <p>
<strong>A cura di Simone Garagnani e Roberto Mingucci</strong>
</p>
<p>
La conoscenza del progetto d&rsquo;architettura, sia per quanto riguarda la 
realizzazione di nuovi interventi sia per la conservazione o la 
trasformazione del patrimonio esistente, si avvale oggi di raffinati e 
potenti strumenti informatici di rappresentazione, che tuttavia stentano
ancora a coniugarsi adeguatamente con la cultura architettonica e con 
la tecnologia edilizia. Il numero 7 - anno quarto - della rivista <a href="http://disegnarecon.cib.unibo.it/" target="_blank" title="DISEGNARECON">
DISEGNARECON</a> intende fornire una vasta gamma di contributi che intendono
esplorare, attraverso i modelli digitali, il rapporto esistente tra la 
analitica ed esaustiva conoscenza del costruito (o del costruibile) e 
gli strumenti informativi in grado di documentarne tutti i vari aspetti. Particolare attenzione&egrave; stata posta nell'approccio al Building Information Modeling.
</p>
<p>
<a href="http://disegnarecon.cib.unibo.it/" target="_blank" title="DISEGNARECON Numero 7"><p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/cover_issue_256_it_it.png" style="border:1px solid" title="DISEGNARECON" alt="DISEGNARECON" class="pivot-image" /></p>&nbsp;</a></p><a href="http://disegnarecon.cib.unibo.it/" target="_blank" title="DISEGNARECON">DISEGNARECON</a> &egrave; una rivista digitale che si occupa di ricerche ed 
esperienze legate al Disegno di Architettura e alla rappresentazione e 
comunicazione del Progetto. &Egrave; uno strumento che intende offrire uno 
spazio internazionale di confronto e di dibattito a studiosi della 
disciplina che hanno interesse ad approfondire tali tematiche ed a 
docenti che intendono confrontarsi sulla didattica sviluppata in corsi 
universitari delle facolt&agrave; di Ingegneria e di Architettura.  <br />
 
<a href="http://disegnarecon.cib.unibo.it/" target="_blank" title="DISEGNARECON">DISEGNARECON</a> &egrave; gestita dai docenti dell'area di Disegno del <a href="http://www.dapt.unibo.it/DAPT/default.htm" target="_blank" title="D.A.P.T.">DAPT - 
Dipartimento di Architettura e Pianificazione Territoriale </a>dell'Alma 
Mater Studiorum Universit&agrave; di Bologna. ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">135@http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</guid>
			<category>Architecture, Engineering, Pubblicazioni</category>
			<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 12:09:00 +0100</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Playin' around with topology and subdee...</title>
			<link>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=134</link>
			<comments>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=134#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <p>
In a locally Euclidean space, a 2-manifold shape is a not so difficult way to express a surface, translated into topological language (a 1-manifold is, of course, a curve).<br />
Some holidays, a topological 3D modeler and a good working Mac Maya-based are really dangerous for my mental health, although mixing them together during a very hot week-end is way too funny as well.<br />
Streets out there are completely deserted but... hey... we are fully populated by polygons here!
</p>
<p>
<a target="_blank" href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=134" title="Topology"><p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/topo_6.jpg" style="border:1px solid" title="Topo_6" alt="Topo_6" class="pivot-image" /></p></a></p><p>
These digital sculptures are the result of some test presenting how 2-manifold meshes can be represented through computer graphics: they were roughly modeled using a topological modeler which guarantees consistency of polygonal surfaces. After some editing, objects are subdivided according to the Doo-Sabin algorithm.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/topo_1.jpg" style="border:1px solid" title="Topo_1" alt="Topo_1" class="pivot-image" /></p> <br />
This was quite interesting to me, so I believe it's worth mentioning here.<br />
As my students know, subdees are a smart method to produce high-resolution mesh from low-resolution polygonal ones, without being as heavy as NURBS are.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/topo_4.jpg" style="border:1px solid" title="Topo_4" alt="Topo_4" class="pivot-image" /></p> <br />
Ed Catmull and Jim Clark invented them as quadrilateral polygons producing rounder shapes and of course they work like a charm repeating recursively their face subdivision, in order to approximate the original surface in the best way.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/topo_5.jpg" style="border:1px solid" title="Topo_5" alt="Topo_5" class="pivot-image" /></p> <br />
Daniel Doo and Malcolm Sabin refined a method aimed to smooth the edges of a generic morphology; considering the intersection between the polygon's face point/vertex and the two mid points related to the edges converging to the vertex, it's possible to create a new sort of offset polygon, cutting off the corners.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/topo_3.jpg" style="border:1px solid" title="Topo_3" alt="Topo_3" class="pivot-image" /></p> <br />
<a href="http://graphics.cs.ucdavis.edu/education/CAGDNotes/Doo-Sabin/Doo-Sabin.html" target="_blank" title="Doo-Sabin">Here</a> you can find an inspiring page to understand better what I mean. 
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/topo_2.jpg" style="border:1px solid" title="Topo_2" alt="Topo_2" class="pivot-image" /></p> <br />
Ok ok, you're right... I'd better go to the beach in summer... :)</p> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">134@http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</guid>
			<category>Computer_Design</category>
			<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 22:53:00 +0100</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Quanto sei B.I.M.?</title>
			<link>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=133</link>
			<comments>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=133#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <p>
In attesa dell'imminente numero 7 di <a href="http://disegnarecon.cib.unibo.it/" target="_blank" title="DISEGNARECON">DISEGNARECON</a>, la rivista di disegno on-line del Dipartimento di Architettura e Pianificazione Territoriale dell'Universit&agrave; di Bologna, propongo un breve sondaggio sulla tematica principale di questa uscita, della quale sono il main editor insieme al Prof. Mingucci. 
</p>
<p>
Il tema &egrave; rilevante, in vista di alcune programmazioni che vorremmo sviluppare nei prossimi mesi. L'idea &egrave; quella di verificare l'interesse generale per la materia.
</p>

<p align="center">
<iframe src="https://spreadsheets.google.com/spreadsheet/embeddedform?formkey=dHl1Nnc2TVlNYWdNQ1JpdW5iakRvUGc6MQ" width="500" height="1330" frameborder="0" marginheight="0" marginwidth="0">Loading...</iframe></p> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">133@http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</guid>
			<category>Architecture, Computer_Design, Engineering</category>
			<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 14:04:00 +0100</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Geometrie con l'anima!</title>
			<link>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=132</link>
			<comments>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=132#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <p>
Una volta mi &egrave; stato detto che in architettura la curva non &egrave; un gesto innato, se non nel genio, ma si conquista con la consapevolezza e con l'esperienza. Cos&igrave; da molti anni oramai mi interrogo, come fossi un architetto, su quale sia la curva che mi disegna meglio. Quella che approssima pi&ugrave; fedelmente la mia essenza, come se si potesse sintetizzare la singolarit&agrave; di un individuo in una forma, a ricondurre in un senso pi&ugrave; ampio l'anima alla geometria.
</p>
<p>
<a target="_blank" href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=132" title="Article"><p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/sltr1.jpg" style="border:1px solid" title="Solitone seno-Gordon" alt="Solitone seno-Gordon" class="pivot-image" /></p>
</a>
</p>
<div align="center">
<sup>Una superficie complessa (geometria realizzata con 3D XplorMath, render MentalRay)<br />
</sup>
</div>
</p>
<p>
<br />
Tuttavia sono un ingegnere, cos&igrave; mi piace pensare di essere approssimato meglio da una superficie. Una estensione pi&ugrave; o meno coerente di curve nello spazio. Questa giocosa speculazione da calura estiva nasce dalla volont&agrave; di disegnare una realt&agrave; matematica nella quale mi sono imbattuto qualche tempo fa e che mi sta facendo molto riflettere da allora.</p><p>
<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/John_Scott_Russell" target="_blank" title="Russell">John Scott Russell</a> &egrave; stato un ingegnere navale del XVIII secolo, impegnato nella costruzione di imbarcazioni importanti. Nel 1834, facendo esperimenti per trovare la forma ottimale dello scafo nel canale di Glasgow, si &egrave; accorto di un fenomeno strano. Lui la racconta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Scott_Russell" target="_blank" title="Racconto di Russell">cos&igrave;:</a> &quot;<em>Stavo osservando il moto di un battello che veniva trainato rapidamente lungo uno stretto canale da un paio di cavalli, quando il battello improvvisamente si ferm&ograve;; non altrettanto fece la massa d'acqua del canale che esso aveva messo in moto; essa si accumul&ograve; attorno alla prua del battello in uno stato di violenta agitazione, dopo di che mosse in avanti con grande velocit&agrave;, assumendo la forma di una grande solitaria elevazione, un cumulo d'acqua arrotondato e ben definito che continu&ograve; la sua corsa lungo il canale, apparentemente senza mutamento di forma o riduzione di velocit&agrave;. La seguii a cavallo lungo la sponda del canale e la superai mentre stava ancora procedendo ad una velocit&agrave; di otto o nove miglia all'ora [14 km/h], ancora conservando il suo aspetto originario di circa trenta piedi di lunghezza [9 m] e un piede e mezzo (300-450 mm] in altezza. La sua altezza diminu&igrave; gradualmente e dopo un inseguimento di un miglio o due (2-3 km) la persi nei meandri del canale. Questo, nel mese di agosto del 1834, fu il mio primo casuale incontro con quel fenomeno bello e singolare che ho chiamato Onda di Traslazione</em>&quot;. <br />
Pi&ugrave; tardi Russell chiamer&agrave; quella perturbazione &quot;<em>onda solitaria</em>&quot;, noi oggi la chiamiamo &quot;<em>solitone</em>&quot;. In matematica e in fisica non &egrave; per niente facile definire cosa sia un solitone. Drazin e Johnson (1989) lo identificano come soluzione di equazioni differenziali non lineari, formalismi che descrivono singole onde di forma permanente che decadono o approssimano una costante all'infinito, ovvero sono <em>resistenti</em> e <em>solitarie</em>. <br />
Interessante.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/sltr2_copy1.jpg" style="border:1px solid" title="Solitone seno-Gordon" alt="Solitone seno-Gordon" class="pivot-image" /></p>

<div align="center">
<sup>Solitone seno-Gordon<br />
</sup>
</div>
<p>
Alcune delle equazioni che descrivono i solitoni sono quelle di Korteweg-de Vries (KdV), di Schr&ouml;dinger (NLSE) e l'equazione del seno-Gordon (sine-Gordon equation). <br />
Dopo un po' di <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/solitoni_%28Enciclopedia_Novecento%29/" target="_blank" title="Solitoni">approfondimenti</a> sui testi di matematica, ecco la superficie che mi identifica meglio, l'equazione di seno-Gordon!
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/senogordon.jpg" style="border:1px solid" title="Equazione seno-Gordon" alt="Equazione seno-Gordon" class="pivot-image" /></p>

<div align="center">
<sup>Equazione seno-Gordon<br />
</sup>
</div>
</p>
<p>
Scopro che &egrave; molto importante come prototipo di equazione relativisticamente invariante, quindi particolarmente appropriata come modello di studio per la teoria dei campi classici e quantistici nella fisica teorica delle particelle elementari.<br />
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/sltr3.jpg" style="border:1px solid" title="Solitone seno-Gordon composto" alt="Solitone seno-Gordon composto" class="pivot-image" /></p>

<div align="center">
<sup>Dettaglio di una superficie seno-Gordon.</sup> 
</div>
<p>
Superficie resistente, solitaria e significativa! Alla faccia della modestia. 
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/sltr4.jpg" style="border:1px solid" title="Dettaglio di una superficie seno-Gordon" alt="Dettaglio di una superficie seno-Gordon" class="pivot-image" /></p>

<div align="center">
<sup>Dettaglio di una superficie seno-Gordon.</sup>
</div>
<div align="center">
&nbsp;
</div>
<div>
Ecco quindi cosa &egrave; saltato fuori dopo alcune settimane di test nel tempo libero, nei quali ho giocato con i parametri di un solitone seno-Gordon, ottenendo diverse forme e curvature. Quella in queste immagini per&ograve;, anche se non riesco a spiegarmelo scientificamente, &egrave; la superficie che mi ha affascinato pi&ugrave; di tutte, forse mi ci sono riconosciuto davvero... <br />
</div></p> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">132@http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</guid>
			<category>Architecture, Computer_Design</category>
			<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 15:49:00 +0100</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Cars 2</title>
			<link>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=131</link>
			<comments>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=131#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ Ancora una volta dalle pagine di questo blog vorrei riferire
la mia opinione sull&rsquo;ultimo film uscito dalle render farm Pixar; le mie modeste
recensioni hanno oramai una storia consolidata (<a target="_blank" href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=45">qui</a>, <a target="_blank" href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=68">qui</a>, <a target="_blank" href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=111">qui</a> e <a target="_blank" href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=121">qui</a>) cos&igrave; non potevo
certo mancare all&rsquo;appuntamento di Cars 2.
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/cars2_02.jpg" style="border:1px solid" title="Cars 2" alt="Cars 2" class="pivot-image" /></p>
Nei giorni scorsi sono uscite in rete pagine di recensioni pi&ugrave; o meno circostanziate in merito a Cars 2, opera di animazione di Pixar e sequel del primo Cars, datato 2006. 
<p>
La critica internazionale &egrave; stata sufficientemente dura con
il lungometraggio diretto da John Lasseter, tornato alla regia dopo alcune
pellicole nelle quali si era ritagliato il ruolo di produttore. Le accuse sono
abbastanza condivisibili quando si <a target="_blank" href="http://www.cineblog.it/post/28765/cars-2-la-recensione-in-anteprima">denuncia una sceneggiatura fin troppo
lineare</a>, volutamente destinata ad un pubblico giovane, priva di quella trama
narrativa alla quale Pixar ci ha abituato, presentando una gamma di situazioni
emozionali molto diverse all&rsquo;interno dello stesso racconto. Probabilmente la
forte commerciabilit&agrave; dei personaggi di Cars ha portato ad un titolo destinato
al merchandising, pur con un lavoro tecnico alle spalle come sempre
ineccepibile.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/cars2_01.jpg" style="border:1px solid" title="Cars 2" alt="Cars 2" class="pivot-image" /></p>

<p>
Ed &egrave; questo aspetto che, a mio avviso, rende Cars 2 un
titolo molto interessante; ho letto <a href="http://www.film.it/film/recensione-cars-2 " target="_blank" title="Critica inconsapevole">in queste pagine la critica di Adriano
Ercolani</a> e mi sento di dire che non condivido una parola del suo giudizio
tecnico, senz&rsquo;altro dovuto ad una sommaria conoscenza della tecnologia e della
filosofia alla base dei lavori Pixar. 
</p>
<p>
Infatti nei primi titoli di molti anni fa (Pixar festeggia
in questi mesi 25 anni di attivit&agrave;) emergeva, per motivi di potenza di calcolo,
una cura adeguata dei personaggi accompagnata per&ograve; da una pi&ugrave; speditiva
definizione di scenari e location. Poi &egrave; arrivato Ratatouille con la
ricostruzione di una Parigi stile cartoon ma molto ben dettagliata. Con Wall-E
Renderman &egrave; stato sviluppato in funzione di una simulazione della luce molto pi&ugrave;
verosimile. Ed eccoci a Cars 2: non ci si &egrave; forse accorti che Pixar ha
abbandonato lo stile NPR per immergere i propri personaggi in un fotorealismo
urbano senza precedenti? Basti vedere le strade di Parigi, le luci di Tokio o
l&rsquo;immaginaria italica Porto Corsa, dai sapori monegaschi. I giochi di camera
ombre, riflessi, indirect e natural light sono davvero ai massimi livelli, e il
3D stereoscopico &egrave; usato con estrema parsimonia, senza la modaiola ricerca
della sequenza a sensazione.
</p>
<p>
In sintesi, Cars 2 pu&ograve; essere interpretato come un esercizio
di stile, destinato forse veramente al marketing ma con la solita cura di Pixar
e i soliti riferimenti autoreferenziali che tanto divertono l&rsquo;occhio attento
(il ristorante di Gusteau in stile automobile a Parigi ad esempio &egrave; &quot;gustosissimo&quot;).
</p>
<p>
Di grande gusto e delicatezza la figura di Hudson Hornet, il
maestro di Saetta McQueen <a target="_blank" href="http://www.starpulse.com/news/index.php/2011/03/02/paul_newman_tribute_planned_for_cars_2">ricordato ma non presente in Cars 2</a>, come purtroppo
accaduto nella realt&agrave; per il suo doppiatore d&rsquo;eccellenza, il compianto Paul
Newman.</p> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">131@http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</guid>
			<category>Computer_Design</category>
			<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 22:16:00 +0100</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>The great gig in the sky</title>
			<link>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=130</link>
			<comments>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=130#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <p>
Nella giornata di ieri abbiamo volato con un paio di micro-droni su Palazzo d'Accursio, a Bologna, in collaborazione con Eye-Sky. Le decine di foto aeree di prossimit&agrave; realizzate serviranno a verificare l'esattezza del modello digitale <a href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=128" target="_blank" title="3D Palazzo d'Accursio">realizzato presso il Silab</a> e successivamente stampato con tecnica Zprint per ottenere una maquette fisica a tutt'oggi esposta nelle sale della sede comunale.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/dsc_6333.jpg" style="border:1px solid" title="Simone e il drone" alt="Simone e il drone" class="pivot-image" /></p>&nbsp;
</p>
<p>
La stampa locale ha dato risalto alla notizia <a href="http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/tecnologia/2011/06/13/523944-drone_volo.shtml" target="_blank" title="Il resto del Carlino">in queste pagine</a>. <a href="http://www.microdrones.com/produkt-md4-200-industrie-en.php" target="_blank" title="Microdrones">L'MD4-200</a>, utilizzato per le riprese panoramiche e nadirali in quota si &egrave; dimostrato versatile e di agevole utilizzo, nonostante io nutra non pochi dubbi sul possibile utilizzo del micro-UAV per l'impiego di tecniche fotogrammetriche basate su algoritmi di bundle adjustment.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/dsc_5937.jpg" style="border:1px solid" title="MD4-200" alt="MD4-200" class="pivot-image" /></p>&nbsp;
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/dsc_6134.jpg" style="border:1px solid" title="Md4-200" alt="Md4-200" class="pivot-image" /></p> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">130@http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</guid>
			<category>Architecture, Engineering</category>
			<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 09:00:00 +0100</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Cityscape: l'equilibrio tra reale e virtuale</title>
			<link>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=129</link>
			<comments>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=129#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <p>
Cityscape e mindscape, realt&agrave; e virtualit&agrave;, spazio urbano e metodi per raccontarlo e descriverlo, queste alcune delle tematiche che saranno trattate venerd&igrave; 6 maggio, durante il modulo di urbanistica di Luisa Bravo, presso la facolt&agrave; di ingegneria di Bologna. La disinvoltura con la quale si possono utilizzare gli strumenti generativi digitali porta a confondere ci&ograve; che &egrave; procedurale con ci&ograve; che &egrave; parametrico o variazionale. Verranno mostrati alcuni esempi di utilizzo di basi dati come Hypercities o generatori procedurali di scenari urbani come CityEngine. 
</p>
<p>
Un'occasione di incontro e dibattito sulla citt&agrave; e su come la tecnologia permetta di immaginarla, viverla e condividerla. 
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/cityscape.jpg" style="border:1px solid" title="Cityscape" alt="Cityscape" class="pivot-image" /></p> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">129@http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</guid>
			<category>Architecture, Computer_Design, Engineering</category>
			<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 19:44:00 +0100</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Bologna digitale: il modello 3D di Palazzo d'Accursio</title>
			<link>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=128</link>
			<comments>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=128#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <p>
Nell'ambito della rassegna &quot;<em>Impara l'Arte... La domenica dei Musei Civici d'Arte Antica 2010-2011</em>&quot;, domenica 3 Aprile 2011 alle ore ore 16.30 presenteremo le attivit&agrave; del laboratorio Silab della Facolt&agrave; di Ingegneria e come &egrave; stato realizzato il modello 3D in stampa tridimensionale del Palazzo d'Accursio a Bologna.
</p>
<div style="text-align: center">
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</div>
<p>
Maggiori informazioni sono disponibili presso il sito web del <a href="http://informa.comune.bologna.it/iperbole/cultura/eventi/38934/offset/0/id/40302" target="_blank" title="Bologna digitale">Comune di Bologna</a>.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/pic00491.jpg" style="border:1px solid" title="" alt="" class="pivot-image" /></p> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">128@http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</guid>
			<category>Architecture, Computer_Design, Pubblicazioni</category>
			<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 17:08:00 +0100</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>SGI VW540 @ TC Labs</title>
			<link>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=126</link>
			<comments>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=126#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <p>
<img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/img_0061.jpg" style="float:left;margin-right:10px;margin-bottom:5px;border:1px solid" title="SGI 540" alt="SGI 540" class="pivot-image" /> On january 11 1999,  Silicon Graphics Inc. (SGI) announced a new line of &quot;<em>desktop workstations for 
visual computing</em>&quot; which could take advantage of the power and flexibility of Microsoft Windows NT. <br />
These
workstations, the Silicon Graphics 320 and the Silicon Graphics 540, were custom-designed for high end &quot;visual computing&quot; applications such
as video production, 3D medical imaging, Computer Aided Design (CAD),
film and television special effects, and topography mapping. They were the first SGI machines hosting Intel Pentium III Xeon CPUs and executind an operating system different from IRIX.<br />
A 540 visual workstation arrived some days ago at TC Labs, enriching our SGI TC Project collection. Now we have an <a href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=43" target="_blank" title="Octane">Octane</a>, an <a href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=62" target="_blank" title="O2">O2</a>, a Fuel and of course the new VW540 beast. The system comes from Germany and, although in good conditions, has not any OS installed. This is the running commentary of how I tried to revive it from the ashes.</p><hr width="100%" size="2" />
<p>
The out-of-the-box experience of this used 540 Visual Workstation is aesthetically amazing: even if there are no power cables, no keyboard and mouse and unfortunately no recovery CDs, gazing at that grey and blue tower is still breathtaking. SGI designers were able to make a deskside ATX tower ('cause it's not desktop as the 320) incredibly stilish.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/img_0047.jpg" style="border:1px solid" title="SGI 540 is HUGE!" alt="SGI 540 is HUGE!" class="pivot-image" /></p> Let's mess up a little with SCSI disk partitioning (WinNT/2000 needs a FAT little partition on a visual workstation to store boot files) and we are ready to go with Windows 2000 installation (1) from the PROM screen. Even though I installed plenty of Win machine, VW540 is a bit hard to tame, since I had to repeat partitioning procedure a couple of times before succeeding: following this scheme from SGI still on-line technical manuals made the trick!
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/schermata_2011-03-12_a_12.00.46.jpg" style="border:1px solid" title="Schema" alt="Schema" class="pivot-image" /></p> It's quite obvious that looking at a Win logo coming out from a SGI box sends shivers down my spine, but these machines were made for this, so let's take a look under the hood to see if the hardware can dignify the software!
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/img_0055.jpg" style="border:1px solid" title="Win2k" alt="Win2k" class="pivot-image" /></p> Ok, SGIVW540 is now regularly connected to TC.Net lan and I can install system patches I downloaded last days from my still existing Silicon Graphics Supportfolio account (2). But before doing so, Win2k Service Pack 4 has to be up and running.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/img_0059.jpg" style="border:1px solid" title="SGI 540 Desktop" alt="SGI 540 Desktop" class="pivot-image" /></p> Even there's a warning in the Windows 2k hardware list, Cobalt graphics works good, after device driver proper setup. It's now time for good piece of 3D software such as Maya, Photoshop and so on, of course in their vintage release... 
</p>
<p>
SUNDAY UPDATE: Never, and I repeat _NEVER_, think about moving strange memory modules from their slots, it would be _NO GOOD_ ! 
</p>
<h6>(1) - Regular Campus licence from my University lab.<br />
(2) - I registered myself back in the old days, in 2005, when SGI was not Rackable...<br />
</h6> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">126@http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</guid>
			<category>Computer_Design, SGI</category>
			<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 13:08:00 +0100</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Il rilievo fotogrammetrico di San Vitale esposto al Politecnico di Milano</title>
			<link>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=125</link>
			<comments>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=125#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <p>
Il 13 e il 14 dicembre scorsi si &egrave; tenuta la convention &quot;<em>Documentare, riconoscere, tutelare. Esperienze a confronto 2</em>&quot;, seconda edizione della serie di incontri <a href="http://www.diap.polimi.it/index.php?id=496&amp;tx_ttnews[tt_news]=167&amp;cHash=ad796eeea10938ea49d51fc6d86ca7bc" target="_blank">organizzati dal Politecnico di Milano</a> e da ISAL (Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda) per consentire il dialogo costruttivo tra studiosi e protagonisti delle discipline della rappresentazione, della fotografia e dell'archivistica legate all'architettura.<br />
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/arese.jpg" style="border:1px solid" title="" alt="" class="pivot-image" /></p>

<p>
Nella splendida cornice della <em>sala dei Fasti Romani</em> di palazzo Arese Borromeo a <a href="http://www.comune.cesano-maderno.mi.it/home.jsp?idrub=15070" target="_blank" title="Comune di Cesano Maderno">Cesano Maderno</a>, sede della seconda giornata di lavori, ho presentato il lavoro di <a href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=118" target="_blank">ridefinizione del modello digitale</a> tridimensionale di San Vitale a Ravenna, eseguito tra il 2009 e il 2010 mediante il rilievo fotogrammetrico degli interni. Questo lavoro si &egrave; reso necessario per raggiungere una precisione metrica maggiore rispetto ai disegni cad degli <a target="_blank" href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=112">studi precedenti</a>, eseguiti sommariamente per animazione e calcolo illuminotecnico, che presentavano per&ograve; evidenti difformit&agrave; con il reale e non bene si prestavano alla formulazione di un rilievo per &quot;<a href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=122" target="_blank" title="Chinese boxes">Scatole cinesi</a>&quot;.
</p>
<p>
Un grazie particolarmente sentito al Prof. Ferdinando Zanzottera ed alla Prof.ssa Maria Antonietta Crippa per la magnifica iniziativa.
</p>
<p>
Il programma del convegno <a target="_blank" href="/weblog/images/documentarericonosceretutelare2.pdf" title="" class="download">&egrave; scaricabile da questo link.</a></p> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">125@http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</guid>
			<category>Architecture, Computer_Design, Engineering</category>
			<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 08:17:00 +0100</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Rappresentazione tridimensionale di modelli digitali per l'architettura</title>
			<link>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=124</link>
			<comments>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=124#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <p>
In questo contributo <a target="_blank" href="/weblog/images/modelli3d.pdf" title="Note sulla modellazione 3D" class="download"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/pics/icon_pdf.gif" width="16" height="16" alt="Note sulla modellazione 3D" class="icon" style="border:0;" /> </a> ho deciso di pubblicare alcune note scritte alla fine del 2006, per esaminare le diverse metodologie utilizzate nella modellazione in tre dimensioni dell&rsquo;organismo di architettura, sino ad arrivare ad una corretta visualizzazione delle forme nello spazio mediante l&rsquo;ausilio degli strumenti informatici. Il modello ottenuto e il suo trattamento successivo permettono la stesura di tavole contenenti viste assonometriche o prospettiche pi&ugrave; o meno realistiche per l&rsquo;illustrazione delle proporzioni tra i volumi e dei materiali impiegati. Nel paper vengono presentate soluzioni alle pi&ugrave; comuni criticit&agrave; che possono presentarsi a chi approccia per la prima volta la tematica. Sono state inserite a tal proposito numerose immagini a corredo del testo, frutto dell&rsquo;attivit&agrave; didattica svolta dagli allievi durante il Laboratorio Progettuale di Disegno dell&rsquo;Architettura II che da tempo seguo.
</p>
<p>
<em>Simone Garagnani </em></p> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">124@http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</guid>
			<category>Architecture, Computer_Design, Engineering</category>
			<pubDate>Sat, 11 Dec 2010 21:59:00 +0100</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>TAC - Technically Advanced Construction</title>
			<link>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=123</link>
			<comments>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=123#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <p>
Alcune righe per diffondere anche da questo canale una interessante iniziativa.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/schermata_2010-11-26_a_10.32.39.jpg" style="border:1px solid" title="TAC" alt="TAC" class="pivot-image" /></p>&nbsp;
</p>
<p>
TAC Technically Advanced Constructionis a new postgraduate course for graduates and professionals established by the Department of Building Environment Science and Technology (BEST), Politecnico di Milano and <a target="_blank" href="http://www.co-de-it.com/">Co-de-iT</a>.
It will run for three months and will allow participants to achieve 
high levels of knowledge in the design-to-production process through the
use of advanced digital tools for design and machines for the creation 
of physical models.
The entire course, based at the Polytechnic of Milan, will 
take place through studies, workshops and working periods assisted 
(during the development, manufacture and test trial) by a team of highly
skilled professionals and teachers (from studies and international 
schools like AA London, ARUP, Buro Happold, Zaha Hadid, Gehry 
Technologies, SPAN Architects ...).			      
The objective is to design, prototype, and finally test multi-performative skinsthrough computational design software. Audits in progress performance of the skin will be the main feedback to optimize the final design.
The course will be completed by a series of public lectures held by the same course tutors and other professionals and teachers of international renown.
The course will start on January 17, 2011 and will end on April 15, 2011 (daily attendance).
Registration are open until December 13, 2010.
</p>
<p>
&nbsp;More info <a href="http://www.tac.polimi.it/" target="_blank" title="TAC">here! </a><span></span><span></span><span></span></p><p>
<strong>TAC   Technically Advanced Construction</strong> &egrave; un  corso di perfezionamento per   laureati e professionisti promosso dal <a target="_blank" href="http://www.best.polimi.it/">Dipartimento di Scienza e Tecnologie   dell&rsquo;Ambiente Costruito</a> (BEST) del Politecnico di Milano e<a target="_blank" href="http://www.co-de-it.com/"> Co-de-iT</a>. Avr&agrave; una durata di tre   mesi e permetter&agrave; ai partecipanti di raggiungere livelli specifici di   conoscenza nel processo di &quot;<em>design-to-production</em>&quot;
tramite l&rsquo;uso di strumenti   digitali avanzati per la progettazione e 
macchinari per la creazione e lo sviluppo di modelli fisici. L&rsquo;intero corso, con &nbsp;sede al Politecnico di Milano,   si svolger&agrave; 
attraverso studi, workshop, e periodi di lavoro costantemente assistiti 
(durante   lo sviluppo, la fabbricazione e i test di prova) da uno staff
di professionisti   e insegnanti altamente specializzati (provenienti 
da studi e scuole   internazionali come AA London, ARUP, Buro Happold, 
Zaha Hadid, Gehry   Technologies, SPAN Architects...). 
</p>
<p>
L&rsquo;obiettivo &egrave; la progettazione, la   prototipazione, e infine il collaudo di &ldquo;<em>multi-performative skins</em>&rdquo; tramite   software per il design computazionale. Le verifiche in itinere delle performance   della &ldquo;<em>skin</em>&rdquo; costituiranno il <em>feedback</em> principale per ottimizzare il design   finale.Il   corso TAC sar&agrave; affiancato e completato da una serie di lectures &ldquo;<em>live</em>&rdquo; aperte a   tutti, tenute dagli stessi tutors del corso e da professionisti   e insegnanti di fama internazionale.
</p>
<p>
Il   corso inizier&agrave; il 17 gennaio 2011 e terminer&agrave; il 15 aprile 2011 (frequenza   giornaliera).<br />
Le   registrazioni sono aperte fino al 13 dicembre 2010.
</p>
<p>
Tutte le info <a href="http://www.tac.polimi.it/" target="_blank" title="TAC">qui! </a><span></span><span></span><span></span></p> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">123@http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</guid>
			<category>Architecture, Computer_Design, Engineering</category>
			<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 10:41:00 +0100</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>iCERi 2010</title>
			<link>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=122</link>
			<comments>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=122#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <address>
Lo spirito divulgativo che anima le pagine di questo blog trova espressione nella pubblicazione di risultati e lavori scientifici che interessano l'universo digitale e l'architettura. Ho ritenuto cos&igrave; opportuno pubblicare anche in questa sede il testo integrale della presentazione che ho tenuto il 15 novembre scorso a Madrid, in occasione di<a href="http://www.iated.org/iceri2010/" target="_blank" title="iCERi2010"> iCERi 2010 - International Conference of Education, Research and Innovation.</a></address>
<address>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/iceri2010_copy1.jpg" style="border:1px solid" title="" alt="" class="pivot-image" /></p> La conferenza, che verteva sui metodi e le tecnologie rivolte alla conoscenza, all'insegnamento ed alla divulgazione del sapere &egrave; stata occasione per presentare ad un pubblico pi&ugrave; vasto la mia teoria delle &quot;Scatole cinesi&quot;, secondo la quale tutti i modelli digitali di astrazione usati in ingegneria ed architettura dovrebbero convergere in un unico archivio centralizzato, ricorsivamente ampliato nei contenuti via via che il progetto si sviluppa, secondo logiche auto-similari. Mi auguro che questo contributo possa trovare l'interesse di chi mi legger&agrave;.</address>
<address>
&nbsp;</address>
<address>
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Simone Garagnani </address>
<address>
&nbsp;</address>
<address>
&nbsp;</address><p align="center">
<strong>UNPACKING THE &ldquo;CHINESE BOX&rdquo;:<br />
MANAGING KNOWLEDGE IN ARCHITECTURAL DIGITAL MODELS
</strong>
</p>
<p>
Thanks to the chair for the introduction and many thanks to all of you: all my appreciation for surviving such a long conference day.
</p>
<p>
The so called &ldquo;digital revolution&rdquo; has amplified the perception of time and space gained from relativistic physics, suggesting new &ldquo;virtual realities&rdquo;. It&rsquo;s the idea of Cyberspace, an ephemeral no-place where it&rsquo;s possible to build digital architectures, conceived as a multitude of contents formally interrelated.
Undergraduate students approaching new media have to deal with this first of others, taking advantage of tools useful to explain spaces and places. Mastering these instruments as future practitioners, they will be able to describe their projects avoiding overlaps and inconsistencies.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/diapositiva2.jpg" style="border:1px solid" title="" alt="" class="pivot-image" /></p> In fact, design process as taught in contemporary Schools of Architecture or Engineering is divided into conceptual approach, real fabrication, and maintenance of buildings; it&rsquo;s very important for students to learn this sequence, since they have to deeply analyze each aspect expanding their skills in multi-disciplinary ways.
However, contemporary technology which turns edific&eacute;s into well organized digital archives, is still not deep-rooted in designer&rsquo;s culture, since this approach seems to be costly in terms of commitment and cause of errors and omissions.
This speech will focus on a proposed method to teach students how to make the most of information technology techniques, in order to collect data about architectural environments, favouring their learning experience through a complex digital framework called &ldquo;Chinese box&rdquo;.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/diapositiva3.jpg" style="border:1px solid" title="" alt="" class="pivot-image" /></p> The building process could be interpreted as a not completely recursive top-down algorithm, in which the information included in every stage is continuously modified, from conceptual abstraction to a completely different built project, deeply transformed during its evolution. To use a metaphor, it would be like all models in development stages would enter into tunnels during which they were subject to mutations completely unrelated to previous or following steps.
Getting out of each tunnel, digital models appear deeply amended if compared to their previous state: they are ready to take the next tunnel, getting a further development which will embed again different abstractions into them while they should be emanations of the original idea instead.
Analyzing a real building through surveys or formalizing new architectural projects, students run into several &ldquo;tunnels&rdquo; too, since they have to use various tools for each step of their increasing awareness about project.
The outlined scenario, the tunnel metaphor, reveals how critical is to manage information all over the design process, even in real fabrication world. On the contrary, an integrated model structured to collect documents proper of every stage, should limit this loss of information through passages, overcoming tunnel&rsquo;s impediments and sharing cognitive s&eacute;quences as they really are.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/diapositiva4.jpg" style="border:1px solid" title="" alt="" class="pivot-image" /></p> The &ldquo;Chinese box&rdquo; paradigm, as intended in this work, is first of all a recursive criterion destined to increase the information level enclosed into an undivided, lossless, digital computer model.
A &ldquo;Chinese box&rdquo; is a multi-discipline cognitive catalogue which establishes an ordering principle for complexity in a formalization of hierarchical classes, embedding drawings, pictures, calculations and analytical schemes into a global archive.
This approach was influenced by Lindenmayer works on relationships present in plants morphology, since the main structure is completed step by step while growing. Digital models realized to investigate Basilica of San Vitale for example, a following described case study, recursively followed this process stacking up subsequent data acquisition during three distinct phases: synthesis, reduction and projection.
Synthesis is expression of how information can be collected and ideally formalized into computer models, where geometry can be reconstructed for homology in virtual space, gathering heterogeneous data including pictures, sketches, or tables from surveys: it&rsquo;s the modelling step.
Reduction is mainly an oversimplification of the geometric and cognitive model produced, in order to control it in computer memory during analytical calculations. It&rsquo;s a sort of abstraction aimed to define levels of detail.
Finally, with the projection, the informative model is presented to final users onto different devices, through the medium of technical drawings, visual renderings, performance charts overlapped to digital geometry and so forth. This is, briefly, the presentation of final results.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/diapositiva5.jpg" style="border:1px solid" title="" alt="" class="pivot-image" /></p> These steps are cyclically performed so that a richer model ease several uses since it includes materials for a wide number of possible abstractions. Even changing the level of detail however, what has been previously acquired remains the same, with knowledge gradually enclosed in different boxes, one inside the other but similar in structure.
The three-staged scheme recalls the Sierpinski&rsquo;s triangle, a fractal result of figures recursively repeated. Beginning from conceptual modelling, every time a significant development in synthesis, reduction or projection is achieved, a progressive complication is added.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/diapositiva6.jpg" style="border:1px solid" title="" alt="" class="pivot-image" /></p> In this way the &ldquo;Chinese box&rdquo; model evolves, relating its changing to a constant value similar to the formulation by Hausdorff for Sierpinski&rsquo;s triangle fractal dimension, expressed in a specific format called Complication Ratio.
A descending Complication Ratio indicates therefore an increasing level of development allowing extensive possibilities; it decreases quickly in the early stages of integration and becomes stable later, tending to a gradual asymptotic limit.
</p>
<p>
The &ldquo;Chinese box&rdquo; theory was applied in my Ph.D. research on a well-known example of monumental architecture, chosen to test the experimental chain using different computer programs to document various aspects. The monument elected was San Vitale, an Italian church in Ravenna and one of the most important examples of early Christian Byzantine architecture in Western Europe.
A geometrical survey was realized together with natural lighting simulations inside the church, carried out through several investigation steps.
The increasing knowledge about San Vitale has been embedded into a 3D model, gradually changing its content through synthesis, reduction and projection as well, with lower and lower Rc values according to the analytical law identified.
Presentation of final achievements to students, teaching them how to combine used tools to express and structure their work on similar themes, constituted the most interesting aspect from the pedagogic point of view in addition to the clearest expression of what a &ldquo;Chinese box&rdquo; is.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/diapositiva7.jpg" style="border:1px solid" title="" alt="" class="pivot-image" /></p> Exploring a simplified 3D model it&rsquo;s possible to focus attention on details which can be delved linking results obtained from previous steps. Students can integrate information as they wish or browse analytical result from the same database increasing the level of detail as needed.
</p>
<p>
The &ldquo;Chinese box&rdquo; modelling is not a computer program, it&rsquo;s a human activity which involves an inevitable process of change in methods applied to architectural-related disciplines.
A survey conducted in 2007 showed how the 74% of the architectural firms in the United States for example, are already using integrated modelling technology but only 34% of them use it properly; this is due to lack of well prepared new professional figures capable of handling interoperable software.
So training students for this challenge is surely a valuable curriculum attainment, which promotes the &ldquo;Chinese box&rdquo; knowledge management as an alternative to traditional technical design documentation, as it can&rsquo;t successfully integrate all the cognitive work flows in a unique, coherent manner.
</p>
<p>
Thank you very much for your attention.</p> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">122@http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</guid>
			<category>Architecture, Computer_Design, Engineering, Pubblicazioni</category>
			<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 20:30:00 +0100</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Corri come il vento, Bullseye!</title>
			<link>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=121</link>
			<comments>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=121#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ Commentare i lungometraggi Pixar ad ogni loro uscita, come feci a suo tempo per <a href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=68" target="_blank" title="Ratatouille">Ratatouille</a>, per <a href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=45" target="_blank" title="Cars">Cars (Motori ruggenti)</a> e pi&ugrave; recentemente per <a href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=111" target="_blank" title="Up!">Up</a>!, &egrave; oramai una mia consuetudine. Anche se con molto ritardo rispetto all'uscita nelle sale italiane, ho potuto gustare finalmente <em>Toy Story 3 - La grande fuga</em>, grazie a Luisa.
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/ts3.jpg" style="border:1px solid" title="Toy Story 3" alt="Toy Story 3" class="pivot-image" /></p>&nbsp;
</p>
<p>
<em>Toy Story - Il mondo dei giocattoli</em>, primo episodio della trilogia, venne proiettato in anteprima mondiale il 19 novembre 1995 a Los Angeles, segnando l'inizio di uno sviluppo tecnico, tecnologico e narrativo che ha portato la Pixar di John Lasseter all'eccellenza. Confrontarsi con questo precedente &egrave; stata una decisione coraggiosa che ha condotto ad un nuovo incredibile successo.</p><p>
Da <a href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=37" target="_blank" title="Me @ Pixar!">autentico fanatico</a>, non mi &egrave; possibile neppure stavolta abbandonare i toni ditirambici dei miei passati interventi, dal momento che essendo Toy Story la bandiera Pixar, la cura per questa pellicola &egrave; stata maniacale (finalmente tornate le scenette nei titoli di coda!), con una sceneggiatura di gran lunga migliore dei seppur notevoli lavori degli ultimi anni.
</p>
<p>
&nbsp;<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/ken.jpg" style="border:1px solid" title="Toy Story 3" alt="Toy Story 3" class="pivot-image" /></p>

<p>
Tecnica, tecnologia e plot narrativo si &egrave; detto: in tutti questi aspetti Toy Story 3 mostra la spirale di sviluppo percorsa dalla casa di Emeryville. Per la prima si possono apprezzare le vette raggiunte da <em>RenderMan</em> nella gestione dell'illuminazione globale, che sfrutta in questo lavoro tutta l'esperienza mutuata dai fondali complessi di &quot;Wall-E&quot;, migliorandola ulteriormente. <br />
E' la filosofia Pixar. E' la filosofia delle sfide da raccogliere per migliorarsi. In &quot;Finding Nemo&quot; la sfida era ambientare credibilmente scene subacquee illuminandole con naturalezza, in &quot;Monsters &amp; Co.&quot; &egrave; stata quella di generare i movimenti dei simpatici mostriciattoli pelosi, in &quot;Cars - Motori ruggenti&quot; quella di animare 300.000 automobiline urlanti in uno stadio. Poi c'&egrave; stato &quot;Up&quot; dove l'impegno &egrave; stato quello di animare con una fisica corretta migliaia di palloncini pieni di elio.<br />
Toy Story 3 &egrave; la sintesi di tutto questo, un concentrato di sfide vinte, anche grazie ad uno sviluppo appassionante del software <em>Marionette</em>. N&egrave; &egrave; l'esempio tecnico la soluzione trovata per l'enorme sforzo di calcolo necessario per la scena della discarica: migliaia e migliaia di pezzetti di rifiuti che navigano verso l'inceneritore. Il trionfo dell'animazione procedurale (non era possibile animare tutto &quot;a mano&quot;!) raggiunta ha permesso di realizzare riprese dove la pregevolezza di <em>RenderMan</em> imita alla perfezione gli effetti di camera di una cinepresa vera, mentre si possono apprezzare i dettagli di ogni singolo frammento in scena.<br />
La tecnologia dietro Toy Story &egrave; motorizzata ancora<em> Intel</em>, per le svariate cpu necessarie al calcolo di rendering. Poche parole invece per la resa 3D ottenuta con i famosi occhialini al cinema. Dopo Avatar la moda &egrave; esplosa e la stereoscopia &egrave; tornata in voga, anche per Pixar. Posso solamente dire che questo approccio modaiolo funziona quando &egrave; parte della narrazione (come nel caso del corto &quot;<a href="http://www.cineblog.it/post/23471/qualche-curiosita-dallo-straordinario-corto-pixar-day-night-quando-il-giorno-incontra-la-notte" target="_blank" title="Day and Night"><em>Day and Night</em></a>&quot; presentato proprio insieme a Toy Story 3), per il resto questo lungometraggio sarebbe un capolavoro anche &quot;piatto&quot; (ho avuto la fortuna di ricevere in sala occhialini polarizzanti attivi per&ograve;!).
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/dn.jpg" style="border:1px solid" title="Toy Story 3" alt="Toy Story 3" class="pivot-image" /></p>

<p>
Ma &egrave; nella narrazione che Pixar si &egrave; davvero superata: &quot;<em>The whole deal with our films, from our point of view, is that we want you to be enveloped in the emotion and the storytelling and not think about the effects,&quot; </em>dice Darla Anderson, produttrice di Toy Story 3. <em>&quot;We hope that you notice</em> [gli effetti speciali] <em>maybe the fifth time you watch it...but most of the time we just want to entertain you and envelope you&quot;.</em><br />
Senza rivelare troppo della trama, posso solo riportare che i passaggi dagli esilaranti toni comici (Ken &amp; Barbie sono geniali!) al melodramma (difficile non commuoversi sul finale) e di nuovo alla parodia, sono realmente magistrali. Non si pu&ograve; non essere d'accordo con Paolo Mereghetti, che sulle <a href="http://cinema-tv.corriere.it/cinema/mereghetti/10_luglio_07/mereghetti_toy_story_tre_b212e0ce-899e-11df-9331-00144f02aabe.shtml" target="_blank" title="Corriere della Sera">pagine del Corriere </a>scrive <em>&quot;un fuoco d'artificio di trovate e di colpi di scena che passano dalla commedia al dramma fino al melodramma, capaci di bruciare in pochi sequenze materiali per almeno un'altra dozzina di film. (...) C'&egrave; la capacit&agrave; di passare da un cinema d'invenzione a uno di emozione a un'altro ancora di riflessione senza perdere mai di vista il piacere dell'avventura e della sorpresa&quot;.<br />
</em><br />
Grazie Pixar!</p> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">121@http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</guid>
			<category>Computer_Design</category>
			<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 11:04:00 +0100</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Welcome back AutoCAD, my old friend!</title>
			<link>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=120</link>
			<comments>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=120#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <p>
Nonostante ancora diversi problemi sull'input dinamico, sugli snap e 
su un'interfaccia che obiettivamente deve ancora essere affinata a 
dovere, AutoCAD &egrave; tornato su Unix*. Non c'&egrave; ancora il supporto visual 
basic e il testo di molte finestre &egrave; da sistemare, ma &quot;Sledgehammer&quot; 
(codename di Autodesk per AutoCAD 2010 Mac Edition, per Windows 2011 era
semplicemente &quot;Hammer&quot;) esiste oramai da qualche mese e devo dire, 
nonostante sia sulle mie macchine di test da poche settimane, che le 
premesse di sviluppo di questa beta1 ci sono e sono buone.
</p>
<p>
Il 
modulo constructive solid geometry &egrave; il solito di AutoCAD (quindi s&igrave;, 
Acad su Mac far&agrave; 3D!) con i noti pregi e difetti, la velocit&agrave; non &egrave; 
impressionante ma la compatibilit&agrave; dwg 2010 &egrave; perfetta, retini e quote 
inclusi. Bella la declinazione alle toolbar Photoshop-like, anche se al 
momento disarmano un po', soprattutto se confrontate con la versione a 
&quot;ribbon&quot; 2011 che gira su pc. 
</p>
<p>
Credo che questo passo di Autodesk 
aprir&agrave; sicuramente la strada a molti studi tecnici verso Apple e spero 
possa tradursi in futuro in apps interessanti, trasformando magari iPad 
in qualcosa di utile (immagino applicativi in grado di interfacciarsi 
con i distanziometri laser ad esempio, per tradurre in dwg rilievi 
diretti sulla tavoletta come una sorta di eidotipo digitale).
</p>
<p>
Attendiamo fiduciosi. 
</p>
<h5>* - In realt&agrave; su Os9 (non ancora Darwin!) una versione di AutoCAD era stata scritta ed era di buon valore, anche se qui mi riferisco a Unix come ad IRIX64, avendo sulla mia SGI Fuel una copia quasi funzionante di AutoCAD 13 per Silicon Graphics, ultima molto nostalgica ma incredibilmente veloce release mai scritta per sistemi non Windows. </h5> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">120@http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</guid>
			<category>Architecture, Computer_Design</category>
			<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 20:42:00 +0100</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Vantaggi e limiti del modello LEED come strumento di qualità per il progetto in Italia</title>
			<link>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=119</link>
			<comments>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=119#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <p>
Dal 14 aprile di quest'anno &egrave; possibile anche nel nostro Paese utilizzare LEED Italia 2009, il sistema statunitense di certificazione &quot;Leadership in Energy and Environmental Design&quot; che assegna un riconoscimento alle performance virtuose degli edifici, giungendo all'attribuzione della classe &quot;Platinum&quot; alle eccellenze, come &egrave; accaduto per il Liljeholmstorget a Stoccolma, primo centro commerciale in Europa ad aver raggiunto la prestigiosa valutazione come risultato degli sforzi dei progettisti dello studio Equator Stockholm AB.
</p>
<p>
Il sistema LEED tuttavia presenta ancora diverse criticit&agrave;, soprattutto per quella che potrebbe essere la sua applicazione al patrimonio edilizio del nostro Paese, dove valutare il comportamento degli edifici esistenti da ristrutturare o andare oltre alle speculazioni progettuali certificando le modalit&agrave; costruttive in opera, non sembrano ancora obiettivi alla portata del metodo, seppure esso abbia costituito un passo importante verso l'attenzione che i progettisti debbono porre sui temi della sostenibilit&agrave;. 
</p>
<p>
L'articolo di Simone Garagnani continua sulla <a href="http://ingegneri.cc/blog.php/3343/Vantaggi+e+limiti+del+modello+LEED+come+strumento+di+qualit%E0+per+il+progetto+in+Italia" target="_blank" title="Ingegneri.cc">e-zine n. 9 di Ingegneri</a>, a breve online, interamente dedicata al tema delle rinnovabili e della sostenibilit&agrave; in edilizia.</p> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">119@http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</guid>
			<category>Engineering, Pubblicazioni</category>
			<pubDate>Mon, 31 May 2010 16:20:00 +0100</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>San Vitale 3D digital printing!</title>
			<link>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=118</link>
			<comments>http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=118#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <p>
Since my PhD thesis has ended and my final dissertation is imminent, I decided to prove how my digital integrated models can be well-rounded to represent architectural spaces, even in real world and not only in virtual one. San Vitale has been a very interesting research theme and my studies about lighting simulation resulted in a <a href="http://www.tcproject.net/weblog/pivot/entry.php?id=112" target="_blank" title="Silly recriminations by uninformed people apart!">videoclip</a> where a digital model was animated and rendered according to numerical analisys performed in Radiance&trade; and EcoTect&trade;. Now the same model abstraction can be successfully used to obtain 3D Zprinting. 
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/5.jpg" style="border:1px solid" title="San Vitale" alt="San Vitale" class="pivot-image" /></p>
<p>
<br />
<br />
&nbsp;The research has been based on
digital models intended as graphical and alphanumerical architectural-dedicated
informative system layered into a &quot;Chinese box&quot; paradigm (Garagnani, 2010).
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/1.jpg" style="border:1px solid" title="Powder!" alt="Powder!" class="pivot-image" /></p>&nbsp;
</p>
<p>
The integrated model's structure is
bound to the building's logical deconstruction and embedded information can be
looked up with several software interfaces by different actors involved in
construction process. Each
analytical aspect implies a nested model refinement, producing evolutive steps
from synthesis (processing of geometry) to reduction (preparation for analysis)
and finally projection (visualization on various devices and environments). 
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/2.jpg" style="border:1px solid" title="Dust in the wind!" alt="Dust in the wind!" class="pivot-image" /></p>&nbsp; 
</p>
<p>
In order to quantify the
effectiveness of a digital model in observance to the purposes for which it has
been generated, each value previously isolated has been characterized since every
contribution entails an improvement in complexity: a digital
representation is thereby affected by the Complication Ratio (Rc, from Italian
expression rapporto di complessit&agrave;), a
numerical value derived from Haussdorff's autosimilarity and fractal mathematic, portrayed
by a recursive modification of digital morphologies and contents. 
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/3.jpg" style="border:1px solid" title="Fragile" alt="Fragile" class="pivot-image" /></p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 
</p>
<p>
Increasing
their Complication Ratio, models are qualified as progressive knowledge-based
catalogues generated by different software, from scripted CAAD to parametric
BIM, easily interchangeable among actors.
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/4.jpg" style="border:1px solid" title="Closeup!" alt="Closeup!" class="pivot-image" /></p>&nbsp;&nbsp; 
</p>
<p>
San Vitale's digital model reached 0,10 in its Rc value both in analitycal and conceptual stage of development. Now its virtual Chinese box (i.e. the informative archive) embeds some .stl data in order to print morphologies with low level of detai, and this is a noticeable abstraction and an outstanding result for my research. 
</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.tcproject.net/weblog/images/6.jpg" style="border:1px solid" title="Into pieces..." alt="Into pieces..." class="pivot-image" /></p> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">118@http://www.tcproject.net/weblog/tcblog.php</guid>
			<category>Architecture, Computer_Design, Engineering</category>
			<pubDate>Thu, 20 May 2010 20:48:00 +0100</pubDate>
		</item>
		
		
		
	</channel>
</rss>

