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Rivive con SGI il mito dell'Egitto di 2000 anni fa.

Scritto da Silicon_Simon.
Martedì 09 Agosto 2005, 6:10 pm.

 

Mediante il sistema di scansione digitale AXIOM di Siemens, alcuni ricercatori dell'università di Stanford hanno realizzato con hardware SGI Prism il più dettagliato modello tridimensionale mai creato per lo studio di Sherit, una bambina vissuta nell'Egitto di oltre duemila anni fa.

Il Rosicrucian Egyptian Museum di San Jose in California, ospita dal lontano 1930 nel proprio reparto di egittologia, la mummia di una bambina di circa 5 anni di età, vissuta nell'Egitto di 2 millenni or sono. Il 4 agosto di quest'anno la bambina di nome Sherit (così battezzata riprendendo un termine che in antico egiziano signifiga "piccolina") è stata ufficialmente presentata al mondo così come si è conservata all'interno dell'involucro di lino dove i suoi cari l'hanno deposta tra le sabbie del deserto.
Il dettaglio interessante è che non è stata rimossa neppure una benda dalla mummia di Sherit. Il merito di una ricostruzione così dettagliata delle fattezze della bambina si deve alla più potente tecnologia di advanced visualization and data scanning oggi disponibile. Il sistema di scansione AXIOM di Siemens è un sofisticato strumento di tomografia computerizzata (CT Scanner) in grado di riprodurre sezioni del soggetto analizzato a distanze di 200 microns l'una dall'altra. Rimane ovvio che su un soggetto vivo, un risultato del genere sottoporrebbe il paziente ad un quantitativo di radiazioni estremamente pericoloso, ma per Sherit questo non ha rappresentato un problema.
La straordinaria mole di dati ottenuta da questa approfondita indagine, è stata successivamente compendiata in un modello 3D interattivo, generato su macchine Prism, le più avanzate workstations SGI per visualizzazione di dati.
Una tomografia computerizzata infatti, restituisce immagini in toni di grigio dei tessuti biologici in relazione alla densità di massa di questi ultimi; le ossa appaiono come contorni molto definiti e molto chiari, i tessuti come la pelle o la cartilagine assumono differenti sfumature di grigio, mentre i fluidi spinali appaiono molto scuri. Dall'unione di tante immagini così composte, è stato possibile ricreare con estrema fedeltà i contorni di Sherit.

In una intervista rilasciata durante la conferenza stampa, Paul Brown, DDS dello Stanford-NASA National Biocomputation Center, ha avuto modo di dire: "Real anatomy exists in three dimensions, so any time you can view anatomical data in 3D, you'll have a much more accurate picture of the subject". Riferendosi poi al suo campo specifico di indagine, ortodonzia e chirurgia dentale, ha poi aggiunto: "Even multiple two-dimensional CT slices can never allow you to understand a subject's dental condition as quickly or as accurately as a quality 3D visualization".

Il sofisticatissimo ed impressionante modello di Sherit è stato presentato alla stampa utilizzando un SGI Reality Center Theatre, governato dai 24 processori Itanium2 di un sistema Prism con 30 Gb di memoria principale, in grado di consentire la visualizzazione  interattiva dell'oggetto di studio su di uno schermo curvo di 7,5 metri di ampiezza.
Ecco dunque la nuova frontiera della rappresentazione 3D, uno strumento sempre più sofisticato per indagare il mondo che ci circonda e visualizzarne l'essenza in modelli a noi comprensibili.
A questo indirizzo è possibile vedere immagini e video di alcune fasi di scansione 3D.

  • Image courtesy of Silicon Graphics, Inc., Stanford, and Volume Graphics GmbH

 

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