Quando il calcolo diventa retrò...
Ormai da più di un mese sono diventato uno switcher, ovvero nella mia pratica professionale sono passato dal sistema Windows con tutti i suoi pregi e difetti a qualcosa di più serio ed "Unixoso", nello specifico OsX 10.4 su macchine Apple. L'acquisto di un nuovo MacBook Pro mi sta dando davvero svariate soddisfazioni, ma non mi ha impedito di riflettere ancora una volta su come i progressi nel mondo dei calcolatori si siano drammaticamente succeduti nel corso di questi pochi ultimi anni. Non è un mistero che io mi occupi per quanto mi è possibile anche di retrocomputing, ovvero la nobile arte di conservare la memoria, in tutti i sensi, di quei dispositivi di calcolo che il tempo condannerebbe altrimenti all'oblio dell'obsolescenza.
Lo scorso maggio ho avuto il privilegio di poter visitare il Computer History Museum di Mountain View in California, dove ho ammirato alcuni dei più famosi strumenti di calcolo che l'ingegno umano abbia mai prodotto. Nel mio piccolo, ho cercato di ricreare un po' di quell'atmosfera respirabile nell'esposizione statunitense, fotografando alcuni dei pezzi della mia personalissima collezione di calcolatori.
L'alba...
Il primo calcolatore che io abbia mai acceso fu in realtà un home computer, forse il primo home computer, un Commodore Vic-20, regalatomi in un momento delicato dell'infanzia, nel quale si impostano quelle attitudini che forse segnano il proprio futuro.

Il mio Vic del 1984 era basato sul processore MOS 6502, con una memoria ROM di circa 20kB contenente sistema operativo e BASIC 2.0, una memoria RAM di 5 kB, di cui 3.5kB disponibili per la programmazione in BASIC. Si legge in Wikipedia: "Fu anche un computer di sviluppo, basti pensare ad un illustre personaggio che da giovane ebbe un VIC 20: Linus Torvalds". Di Commodore, vanto anche il possesso di un Amiga 500, processore Motorola 68000 a 16/32-bit, chip custom dedicati alle funzioni grafiche e sonore con accesso diretto alla memoria (DMA), risoluzione grafica 736x580, immagini a 4096 colori (modalità HAM), 4 canali stereo a 14-bit, preemptive multitasking, autoconfigurazione delle periferiche, interfaccia grafica con finestre e menu, mouse a due tasti. Era il 1991 quando lo acquistai insieme ad una espansione RAM di ben altri 512Kb per raddoppiarne il quantitativo esistente.

Una Hewlett-Packard HP48G ,un classico delle calcolatrici portatili RPN di alto livello, con i suoi 32kb di memoria RAM ed il suo microprocessore ad 8 bit Saturn. Ogni studente della mia generazione che fosse iscritto ad Ingegneria ne aveva una.
Le macchine Wintel
Avvicinatomi al mondo dei PC relativamente tardi, nel 1993, alla fine dell'era Amiga, studio e lavoro mi hanno quasi obbligato a percorrere la strada di applicativi in ambiente Microsoft/Intel. Dal mio primo PC 486 DX4 a 100MHz (equipaggiato con OS/2), fino al penultimo laptop che ho avuto in produzione, un Pentium4 a 3,2 GHz, ho "visto" correre sotto i tasti direi tutte le generazioni di Pentium, ad eccezione dei Pro.

A tutt'oggi, il mio sistema di routing/proxy/storage è ancora composto da macchine Pentium MMX a 240 MHz (a sinistra, esegue Linux Debian) e Pentium III a 500 MHz (a destra, Windows 2000 Pro), veri dinosauri delle CPU Intel. Ma è il mio IBM del 1986 il pezzo forte Intel della mia collezione;

L'IBM Personal Computer XT (IBM 5160) indicato anche come PC XT o semplicemente XT era un computer prodotto da IBM e successore dell'IBM PC. Venne presentato l'8 marzo 1983 e fu uno dei primi computer a possedere come dotazione standard l'hard disk. Questo è dotato di 128 Kbyte di RAM, di un floppy disk da 360 KB da 5 1/4", di un Hard Disk da 10 MB, di una porta seriale, otto slot ISA a 8 bit ed un processore Intel 8080 a 4.77 MHz. Numeri da capogiro.

Non per questo però disdegno l'altra faccia del mondo delle cpu. Questo è il mio AMD Athlon a 64 bit, 3 GHz di frequenza per 2 Gb di memoria Ram, esegue Windows XP Professional.
Le "scatole" UNIX
Due oggetti interessanti, un AT&T-Olivetti 3B1 e una più moderna Sun Ultra5.


Di recente poi (grazie a Paolo), ho recuperato un monitor originale per la mia Ultra5, una delle macchine più controverse della storia di Sun. Queste le caratteristiche: Processore UltraSPARC IIi 333 MHz, 2MB cache, 256 MB di memoria RAM, un IDE Controller Built-in UDMA2, 33 MB/s max al quale ho connesso un hard disk da 14 GB, un CD-ROM 32x IDE ed un controller video Sun PGX24 (ATI Mach64) con 4 MB VRAM. La scheda di rete è built-in, una 10/100 NIC (la famosa Happy Meal interface). Al momento la macchina è operativa sulla mia rete ed esegue Solaris 9.
Generazioni

I miei laptop, da sinistra un Toshiba Satellite T1900 del 1994, con processore Intel 486 Sx a 20 MHz e 8 mega di Ram, il disco è da 4 Gb.
Al centro un Fujitsu-Siemens Amilo 1840D, Pentium4 a 3.2 GHz, 512 MB di RAM, tuttora in produzione e attivo nodo di rendering. A destra il nuovo MacBook Pro di Apple, processore Intel Core 2 Duo e 2 GB di Ram, la macchina più veloce che al momento ho sul mio network.
Palmo a palmo
I miei PDA storici, gli assistenti digitali che molte volte mi hanno risparmiato incresciosi ritardi o imbarazzanti dimenticanze. Da sinistra, un Palm V, equipaggiato con cpu Motorola Dragonball EZ MC68EZ328 e ben 2 mega di RAM (esegue PalmOS 3.5). Al centro un Casio Cassiopeia E-105i, un gioiello multimediale del 1998 con cpu Mips VR4121 131 MHz, 32 MB di memoria RAM e 16 MB di ROM, schermo lcd TFT a 65000 colori il tutto per eseguire Windows CE 2.11. Infine a destra un HP iPaq rx1950 del 2005 che esegue Windows Mobile 5, con una CPU Samsung SC32442 a 300 Mhz e 96 Mb tra ROM e RAM.

SGI
Scrive Jason Walsh su Wired News del 26 novembre 2004: "If the Mac community is dwarfed by the Microsoft horde, the number of SGI users amounts to a rounding error. Mac users may form a cult, but the SGI community is the tech equivalent of the pre-Reformation Moravian church - unknown, tiny and years ahead of its time. In spite of SGI's lack of interest and the difficult task of swimming outside the computing mainstream, fans of the platform say they will never give it up".

Niente di più vero! Per chiunque abbia la passione della computer graphics, Silicon Graphics rimane il Sacro Graal delle workstation. La mia Octane è oggetto di culto; equipaggiata con un processore Mips R12000 a 250 MHz con 512 Mb di memoria RAM è insieme alla mia Ultra5 di Sun una delle macchine a 64 bit che popolano attivamente il mio network domestico. Il sistema operativo è l'immortale IRIX 6.5.29, un os anni avanti ai suoi tempi.

Infine una curiosità, il primo sensore CCD prodotto da Sony, courtesy of Giovanni Bacci.
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Since 2004, this blog has been Simone Garagnani's digital playground - where geek culture, science, architecture, engineering ITs and vintage hardware come together. Here you can find hands-on experiments with retrocomputing, stories about underground nerd culture, and in-depth explorations of BIM, high-resolution digital surveying, and computer graphics for architecture, engineering, and construction. The blog was originally launched during my university years together with Pasquale Squillace and Giuseppe Pernigotti. Over time, it has grown into a hub for anyone interested in crossing wires between technology, creative design, and the hidden treasures of digital heritage. If you're passionate about mixing past innovations with new digital adventures, and enjoy a good dose of nerd irony, welcome, you'll feel right at home!
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